Cdm, Governo Meloni approva nuove misure sul caro energia: quali sono

Cdm Governo Meloni
Cdm Governo Meloni

Sono diverse le misure che sono state annunciate in seguito al nuovo consiglio dei Ministri che è durato circa due ore. Tra queste c’è l’approvazione della Nadef. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa ha anche annunciato: “Per quanto riguarda il 2023 l’indebitamento programmatico al 4,5% che poi va a scendere nel 2025. E questo ci consente di liberare altri 22-23 miliardi per affrontare il caro energia. Di fatto individuiamo risorse per oltre 30 mld di euro per affrontare la’emergenza energetica”.

Cdm, le nuove misure del Governo Meloni

Uno dei punti chiave annunciati in CdM riguarda il PIL italiano che nel 2022 crescerà del 3,7%. Tale crescita – si apprende – ha subito un significativo rialzo rispetto al 3,3% previsto in precedenza dal Governo Draghi. Nella Nadef approvata in Cdm è stata prevista una crescita nel 2023 pari al 0,6% “inferiore rispetto a quella che poteva essere la previsione più ottimistica”. Il deficit toccherà invece quota 4,5% rispetto al tendenziale del 3,4% creando spazio per fare un intervento che riteniamo doveroso per famiglie e imprese che ammonta a circa 23 miliardi per l’energia”, è quanto ha dichiarato il ministro dell’Economia Giorgetti.

Quest’ultimo, in previsione di una eventuale recessione ha poi aggiunto: “Siamo consapevoli che fare previsioni a lungo termine in questo momento può essere un esercizio di pura accademia e siamo consapevoli e pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti a livello globale ed europeo vengono evocate e che ahimè potrebbero toccare anche l’economia italiana”.

Le misure per affrontare la crisi energetica

Nel corso della conferenza stampa, Giorgia Meloni ha dato particolare spazio alla crisi energetica a cominciare dalle aziende “più energivore” che potranno beneficiare di prezzi calmierati: “Configureremo un’altra misura sul tema dell’energia come emendamento all’attuale decreto aiuti in conversione” che riguarda la possibilità di liberare alcune estrazione di gas italiano facilitando le concessioni in essere e immaginandone nuove. Chiederemo ai concessionari che dovessero aderire di mettere a disposizione, in cambio, da gennaio gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi da destinare ad aziende energivore a prezzi calmierati”, ha spiegato.

ll presidente del Consiglio Meloni ha anche anticipato che il 24 novembre “ci sarà un nuovo consiglio dei ministri dell’Energia, abbiamo molto acceso i riflettori per dare risposte concrete, il prezzo del gas sta scendendo, anche per la presa in carico della Ue della materia, ma dobbiamo dare segnali seri e concreti”, quindi ha osservato: “Intanto noi ci dobbiamo mettere in sicurezza”

Il ministro dell’Economia Giorgetti nel puntare l’attenzione su questo tema ha affermato che la Nadef mira a “mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese su cui si concentra larga parte degli interventi con un approccio prudente realistico e sostenibile”.

Sulla gestione dei migranti. Piantedosi: “Si aiuta chi ne ha diritto”

Il ministro dell’Interno Piantedosi ha illustrato in che modo verrà gestita l’emergenza dei migranti. Ha infatti informato che Humanity si trova adesso in acque italiane davanti a Catania “per vedere le emergenze di carattere sanitario”. Ha anche dichiarato che l’Italia intenderà prendersi dei soggetti più bisognosi quali donne e bambini. Coloro che non possiedono i requisiti “rimanere a bordo e tornare in acque internazionali”. Il capo del Viminale ha spiegato che si tratta del “primo atto di una politica che non vuole deflettere dal rispetto degli obblighi umanitari, ma senza deflettere sull’esigenza di mantenere il punto sui paesi di bandiera”.

Humanity – ha spiegato Piantedosi – non è la sola nave a trovarsi in acque italiane. Sempre in acque territoriali italiane si sta dirigendo verso Siracusa più piccola e sul quale si trovano a bordo 94 persone. Anche in questo caso ha dichiarato che la prassi sarà la stessa.

Prorogato il decreto Calabria

Infine il presidente della regione Calabria Roberto Occhiuto ha annunciato attraverso un comunicato che è stata disposta la proroga del decreto Calabria: “Con l’intera struttura commissariale avremo così la possibilità di proseguire quell’imponente lavoro di riorganizzazione e razionalizzazione avviato in questi mesi e finalizzato a due obiettivi principali: porre ordine al piano contabile e alla ricostruzione del debito, e imprimere una svolta nell’ambito delle risorse umane e del superamento del precariato. Ci siamo posti un orizzonte d’azione impegnativo, quello di una sanità che operi nel segno dell’efficienza, del giusto equilibrio fra costi-benefici, che ponga al centro la tutela della salute dei calabresi e i doverosi livelli di assistenza, e per realizzare tutto ciò abbiamo bisogno del tempo e degli strumenti necessari. La proroga di sei mesi del decreto Calabria va sicuramente in questa direzione ed è doveroso da parte nostra dare atto di una preziosa sinergia d’intenti e d’azione fra Regione Calabria e governo nazionale”, è quanto ha spiegato quest’ultimo.