Cdp, Lega: su nomine prova di forza del governo

Pol/Gal

Roma, 30 gen. (askanews) - "Mentre il dibattito politico continua a ruotare attorno alle modalità con cui Matteo Salvini conduce le campagne elettorali, il governo attua una prova di forza sulla Cassa Depositi e Prestiti in vista delle nomine nelle partecipate pubbliche". E' quanto dichiarano Alberto Bagnai, Roberta Ferrero e Cristiano Zuliani, i tre senatori della Lega membri della Commissione di vigilanza sulla CDP, commentando l'articolo pubblicato ieri sul Messaggero, secondo cui il ministero del Tesoro avrebbe proposto di ridurre il comitato nomine a tre membri di cui due espressione di fatto di via XX Settembre.

"Se la notizia fosse confermata, il primo appunto da fare è sicuramente nel merito - spiegano i senatori - dato che, così facendo, la CDP si allontanerebbe dalla 'best practice' adottata dalle società quotate che prevede anche figure indipendenti all'interno del comitato nomine, come d'altronde rientrava nel piano iniziale proposto dal presidente Giovanni Gorno Tempini. La seconda osservazione è sul metodo, perché evidenzierebbe la voracità con cui il partito di riferimento dell'attuale ministro del Tesoro passa all'incasso dopo il risultato elettorale in Emilia Romagna".

"Naturalmente è ovvio che un azionista con l'82% abbia più peso degli altri su una questione così importante come le nomine - concludono gli esponenti leghisti - tuttavia sarebbe stato forse gradito un maggiore 'fair play' da parte del Tesoro data l'importanza sull'economia italiana sotto il profilo occupazionale e degli investimenti che comporterà la scelta degli amministratori delegati e top manager di società di interesse strategico del calibro di Snam, Terna e Fincantieri".