Cdu in picchiata, Merkel gioca la carta del pericolo comunista

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(Photo: picture alliance via Getty Images)
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I sondaggi impietosi sono arrivati insieme alle alluvioni di luglio. In ginocchio con le aree colpite e distrutte, è finito anche Armin Laschet, il candidato della Cdu-Csu alla cancelleria per le elezioni del 26 settembre. Inadeguato, goffo anche in galosce nelle visite ai paesini che piangevano i morti e le case perse. Il danno sembra irreparabile anche ad Angela Merkel che, a tre settimane dal voto, si decide a fare ciò che non aveva messo in programma: scendere nell’arena al fianco di Laschet per tentare di salvare il salvabile, ricorrendo a mezzi e parole che danno una piega triste al finale della sua carriera di oltre tre lustri al potere.

La cancelliera aveva detto di voler restare lontano dalla lotta per la sua successione. E invece oggi, proprio mentre stava per diventare pubblico l’ennesimo sondaggio che dà Laschet al 19 per cento, l’alleanza Cdu-Csu schiacciata per la prima volta sotto la soglia del 20 per cento e dietro al candidato della Spd Olaf Scholz che vola al 25 per cento, Merkel vuota il sacco all’ultima seduta plenaria del Bundestag prima delle elezioni. Il suo è un discorso che già si può dire storico per la sua portata inedita nel carattere moderato della leader Cdu.

La performance di Laschet nella crisi determinata dalle alluvioni non deve esserle piaciuta, visto che nemmeno oggi la cancelliera trova parole per lodare il suo candidato. Ma per sostenerlo di fronte alla nazione, tra le contestazioni dei deputati dell’opposizione, Merkel usa un evergreen delle forze conservatrici di ogni dove: la necessità di stabilità al governo, la paura della sinistra al potere. In altre parole, il ‘pericolo comunista’, come Silvio Berlusconi ai suoi tempi ‘belli’. Funzionerà ancora?

Per Merkel, Laschet è la garanzia di un futuro senza scossoni. È per questo che, argomenta, i tedeschi dovrebbero votare per lui. “Queste elezioni sono importanti perché cadono in un periodo di grandi difficoltà e perché decideranno la direzione che prenderà il Paese - dice la cancelliera uscente - O la Germania sarà governata da una coalizione guidata dall’Spd in cui sarà compresa anche la Linke, oppure vi sarà un esecutivo guidato da Armin Laschet e dalla Cdu/Csu che porterà il Paese nel futuro dal centro e con misura”.

Quando accenna ad un governo che potrebbe comprendere anche la Linke, il partito della sinistra, l’Aula si trasforma in una bolgia di urla e fischi. Merkel alza la voce: “Sto da 30 anni al Bundestag, che è il cuore della democrazia: dove, se non qui, devono essere discussi questi temi?”. E via a dire che la direzione che prenderà la Germania dopo il voto non sarà determinata solo “dalla politica estera, dalla Nato e dall’Europa”, materie sulle quali le forze politiche tedesche non si differenziano molto, essendo tutte a favore dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea (i sovranisti dell’Afd, stando ai sondaggi, non vanno oltre l’11 per cento e sono esclusi dalle alleanze possibili). “Ne va anche delle decisioni economiche e fiscali che decideranno pure i nostri posti di lavoro”, continua Merkel. Ecco perché “la migliore strada è un governo guidato da Laschet: perché la misura ed il centro sono esattamente quel di cui ha bisogno la Germania”.

Se dovesse vincere Scholz, c’è la possibilità di un’alleanza tra i socialdemocratici e i Verdi di Annalena Baerbock, al 17 per cento nei sondaggi. Ma secondo gli osservatori, è improbabile un governo che includa anche la Linke, al 6 per cento. La prospettiva dell’alleanza Cdu-Csu fuori dal governo agita Merkel che in aula affronta anche un corpo a corpo verbale sulla gestione del covid con Scholz, tra l’altro ministro delle Finanze e vicecancelliere dell’esecutivo uscente.

″È chiaro che nessuno di noi vaccinati sia stato una cavia, né Scholz né io”, dice, replicando a un’affermazione del vicecancelliere socialdemocratico che nei giorni scorsi aveva affermato, ironicamente, che, visto che milioni di persone avrebbero “fatto da cavia”, adesso anche gli altri potranno vaccinarsi con tranquillità. Scholz replica a stretto giro: “Se alcuni non vogliono farsi una risata e preferiscono agitarsi su una battuta, questo ha forse a che vedere con la circostanza che a guardare i sondaggi hanno poco da ridere”.

Sarà sufficiente l’aiuto della cancelliera per tirare Laschet fuori dal fango dei cattivi sondaggi? Di certo, i numeri delle rilevazioni aggiungono suspence alla corsa elettorale, di per sé fondamentale per il futuro d’Europa dato il ruolo della Germania nella leadership dell’Ue.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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