C'è un piano B per Autostrade

Giuseppe Colombo
·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Autostrade (Photo: Agf)
Autostrade (Photo: Agf)

Il piano B del Governo Draghi su Autostrade inizia a prendere forma. Al momento è un ragionamento, legato all’esito della partita principale, ma viene messo in conto.

Lo schema del Governo Conte - l’acquisto della società autostradale da parte della Cdp e dei fondi Blackstone e Macquarie - è arrivato a un bivio. L’offerta da 7,9 miliardi è stata respinta dai Benetton, ma gli stessi Benetton e gli altri soci di Atlantia (la casa madre di Autostrade) hanno lasciato la porta aperta per una rinegoziazione. Si tratta ancora, insomma. I tempi, però, rischiano di allungarsi fino a fine luglio. E invece il Governo vuole stringere.

Se entro fine marzo non si arriva a un accordo, si cambia schema. Dall’acquisto a una stretta sulla concessione. Con la regia di palazzo Chigi.

Il piano A resta quello di chiudere il dossier con lo schema del vecchio Governo, come ribadisce il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Enrico Giovannini in un’intervista a La Stampa: “Mi auguro che il negoziato si concluda in fretta”. Ma come ha ricordato lo stesso ministro “la tempistica è centrale”. In ballo ci sono gli investimenti. Investimenti pesanti, contenuti nel piano economico-finanziario che non ha ancora ricevuto il via libera definitivo. Dentro, per fare un esempio, c’è lo sblocco di un’opera come la Gronda di Genova. Ma questo piano è legato all’altra gamba dell’operazione Autostrade e cioè all’offerta per l’acquisto della stessa società.

Un incastro che al momento non c’è, con il risultato che è tutto fermo.

L’evoluzione è affidata ai margini che ci sono tra il Governo e i Benetton. “Praticamente nulli oggi”, dice una fonte dell’esecutivo a Huffpost. Al momento c’è la volontà di trattare, ma le posizioni sono molto lontane. Quasi tutti i soci di Atlantia...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.