Elezioni Toscana, Ceccardi e modello Cascina: "Salvini sa che ci sono"

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di Francesco Saita"Le case popolari consegnate prima ai cittadini italiani" e lo "sgombero dei campi nomadi sul territorio comunale". Per Susanna Ceccardi, eurodeputata leghista, già sindaca di Cascina, nella rossa Toscana, sono queste le cose "di cui vado molto fiera". Intervistata dall'AdnKronos, la pasionaria leghista, però, guarda avanti. Rumors la danno in pole per la corsa a governatrice della Regione, con la benedizione di Matteo Salvini, con cui condivide la passione per la ruspa. "Salvini sa che io sono a disposizione del partito e sa che può contare su di me", dice sibillina, senza sbilanciarsi, sulla sua eventuale candidatura, nella prossima primavera.  

Poi però spiega che tra i suoi progetti, se dovesse essere lei a sfidare Eugenio Giani, che sarà in campo per il centrosinistra ("un ex socialista dall'impostazione democristiana", dice tagliente), "vorrei allargare a tutta la Toscana il modello Cascina". Ceccardi, che ha raccolto quasi 50mila voti alle scorse europee, ha pronta la lista: "Gli italiani devono venire prima, nelle graduatorie per le case popolari", ma soprattutto serve "un pacchetto sicurezza, per aiutare i sindaci a riportare ordine e pulizia nelle città della Toscana".  

Giro di vita anche rispetto ai rom: "Vorrei arrivare - spiega - l'abbrogazione della legge speciale per i popoli rom e sinti", la legge regionale 2/2000, che "produce spesa improduttiva ed è profondamente discriminatoria nei confronti dei toscani". Sui rom Ceccardi è considerata tra i leghisti più intransigenti. E non nasconde che sulla ruspa, già usata nel campo di Navacchio, nel dicembre del 2018, è pronta a risalirci: "Quella era una ruspa della legalità - sottolinea - abbiamo sgomberato un campo nomadi dopo trent'anni dove vivevano dei bambini in mezzo ai topi e alla sporcizia". "Lo rifarei mille volte - assicura - anche a dimostrazione di quello che si riesce a fare in due anni rispetto a quello che invece ha prodotto il pd in trenta: degrado, sporcizia, insicurezza". 

Altro pallino della leghista è l'autonomia regionale: "Attraverso il regionalismo differenziato avremo le risorse necessarie per rilanciare lo sviluppo della nostra regione". "Abbiamo - conclude sul programma - poi una lunga serie di carrozzoni regionali da chiudere o risanare. Le partecipate della regione hanno bilanci da brivido ma per questo serve più tempo ma a Cascina ci siamo riusciti". 

Altro tema caldo è l'identitarismo cristiano occidentale. Ceccardi plaude a Salvini, che al congresso leghista dello scorso 21 dicembre, è arrivato con il presepe in mano, spiegando che il suo partito è "l'ultima ancora di salvezza per il popolo cristiano occidentale". "Questo significa che chi viene a casa nostra deve rispettare le nostre leggi e i nostri stili di vita", dice Ceccardi.  

"E chi pensa di venire a imporci stili di vita dei propri paesi di origine o leggi, magari ispirate dalla fede religiosa, qui non è il benvenuto", avverte. "Ci sono dei parroci che snaturano il presepe e tanti fedeli che si allontanano dalla chiesa perché la domenica non vogliono ascoltare omelie politiche, ed io sono tra questi", ammette Ceccardi, puntando il dito contro "alcuni sacerdoti che fanno dei veri e propri comizi in chiesa e questo non va bene per recuperare le radici dell'Europa cristiana.  

"Non possiamo trasformare le nostre chiese in moschee o aver paura di difendere le nostre tradizioni - dice ancora - non possiamo permettere che la cristianità muoia lentamente o che sia sostituita da altre religioni. "E' necessario puntare sui valori originari, come la famiglia e la fede, tutelando i simboli che rappresentano la nostra identità culturale". 

A settembre Ceccardi ha avuto una figlia, l'ha chiamata Kinzica: "E' il nome di una eroina pisana che nel medioevo difese la città dall'invasione saracena", spiega. "Una ragazza forte, coraggiosa, che non si arrende: mi piacerebbe che da grande mia figlia diventasse così, sicura di sé e combattiva".