Cecconi(Humanitas): anche molti giovani in terapia intensiva

Asa
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Milano, 18 nov. (askanews) - "Quando arrivano così tanti malati insieme, anche i giovani in una piccola percentuale, ma con un numero che diventa grande in una pandemia, possono finire in terapia intensiva: infatti abbiamo molti giovani in questo momento nelle terapie intensive". Lo ha detto il direttore del Dipartimento Anestesia e Terapie Intensive di Humanitas e presidente della Società europea delle Terapie Intensive, Maurizio Cecconi, ai microfoni di Sky Tg24. "La mortalità è concentrata sulle fasce più deboli, anziani e pazienti con comorbidità. Bisogna prendere però i dati con le pinze, perché con molti più contagi il sistema di tracciamento non ha retto, quindi potrebbero esserci molti più asintomatici che non stiamo conteggiando e la mortalità potrebbe variare anche per quello" ha aggiunto commentando i dati secondo cui l'Italia sarebbe il terzo Paese al mondo per mortalità da Covid e il primo in Europa. "Dobbiamo prendere atto di una seconda ondata che ha contagiato molte persone, quindi probabilmente non siamo stati in grado di proteggere dal contagio le fasce più vulnerabili come gli anziani" ha concluso.