Cefalea cronica riconosciuta come malattia sociale

Il Senato ha approvato la legge che riconosce la cefalea cronica come una malattia sociale, che cioè affligge un gran numero di persone influenzandone la vita e la società. Secondo la deputata della Lega Arianna Lazzarini, tra i promotori della legge, l’Italia è il primo paese in Europa ad adottare un provvedimento simile e a riconoscere l’importanza di una condizione che affligge circa 7 mln di italiani. La cefalea primaria cronica, si legge nel testo, è riconosciuta come malattia sociale quando si presenta nelle forme di: emicrania cronica e ad alta frequenza, cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici, cefalea a grappolo cronica, emicrania parossistica cronica, cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione, emicrania continua. La malattia deve essere accertata da almeno un anno nel paziente mediante diagnosi da uno specialista che ne attesti l’effetto invalidante.