Cegeka, l’approccio “Close cooperation” che fa bene al business

Cegeka, l’approccio “Close cooperation” che fa bene al business

Milano, 30 gen. (askanews) – “In close cooperation”, ovvero: in stretta collaborazione. Significa progettare soluzioni informatiche assieme ai clienti, in modo da capire a fondo il modello di business e le sue potenzialità nascoste e offrire alle aziende strumenti in grado di avere un impatto profondo sui processi aziendali.

E’ questo il modello di lavoro di Cegeka, una società internazionale di consulenza tecnologica che fornisce soluzioni It integrate e ottimizzate. Un approccio che mette le persone al centro, per rispondere alle richieste e ai bisogni reali dei clienti ma anche dei dipendenti dell’azienda. Alla base di applicazioni e soluzioni informatiche, come il Digital workplace, una sorta di visione “umanistica” in grado di far fare il salto di qualità alle aziende. Lo spiega Cinzia Ricciardi, responsabile marketing operativo di Cegeka: “E’ importantissimo mettere al centro le persone, perché solo in questo modo possiamo portare realmente innovazione con l’utilizzo di una tecnologia. Senza sapere il reale bisogno di queste persone, non possiamo capire quali sono le soluzioni più adatte a risolverli. Sia che stiamo parlando di persone che entrano in relazione con un’azienda per business, sia che parliamo di dipendenti che all’interno dell’azienda devono collaborare tra di loro e quindi rendere più efficace la loro professionalità”.

Per l’individuazione di soluzioni intelligenti che possano fare la differenza rispetto ai concorrenti fondamentale è il lavoro in team che siano in grado di applicare il modello del design thinking. Ne parla Miriam Albanese, Digital, unit art director di Cegeka.

“Il Design thinking è il pensiero progettuale. Ovvero una metodologia che deriva dalla progettazione. Nel tempo si è studiato come e perché i designer pensassero, che strumenti utilizzassero, per arrivare a generare soluzioni e idee creative. E come questa tecnologia possa essere trasferita dall’ambito del design di prodotto o di servizi anche all’ambito di business. E’ una metodologia che prevede sempre team multidisciplinari, organizzata in fasi ben definite, con una serie di strumenti che possono essere utilizzati, che mette le persone al centro, e che può addirittura introdurre nel team di design anche i destinatari dell’oggetto di progettazione. In questo caso si chiama Co-design”.

I servizi offerti, lo chiedono i clienti ma poche aziende li offrono, devono essere “chiavi in mano”, in gergo “end to end”. Che cosa significa?

Pierluigi Sacchi, Digital unit manager di Cegeka: “Il vantaggio per l’azienda è avere un’interlocuzione unica partendo da una vision, da una necessità, da un progetto, arrivando fino alla soluzione finale. End to end significa riuscire a portare l’idea fino alla messa in pratica. Cioè avere a disposizione il massimo delle informazioni possibili usando lo strumento più adatto che possa realizzare la soluzione per i nostri clienti o per i nostri colleghi”.