Cei, assemblea generale rinviata

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

I Vescovi italiani hanno deciso di rinviare "a data da destinarsi" la prossima Assemblea Generale della Cei che si sarebbe dovuta tenere a Roma dal 16 al 19 novembre prossimi. Lo ha deciso il Consiglio Permanente. "Si tratta - hanno sottolineato i Vescovi - di una scelta tanto necessaria, anche per via delle norme governative che limitano i movimenti tra regioni e che vietano gli assembramenti, quanto delicata per la vita della Conferenza Episcopale e della Chiesa che è in Italia".

"Durante l’Assemblea - spiega la Cei - si sarebbe dovuto provvedere all’elezione di due Vice-Presidenti (per il Nord e per il Centro), nonché dei Presidenti delle Commissioni Episcopali. Data la situazione del tutto particolare, il Consiglio Permanente ha stabilito che i due Vice-Presidenti e i Presidenti di Commissione restino in carica sinché non sarà possibile svolgere le elezioni secondo quanto previsto dallo Statuto della Cei. Per favorire comunque il dialogo e la sinodalità, saranno proposte altre forme di consultazione e di collegialità da vivere con le Conferenze Episcopali Regionali e il Consiglio Episcopale Permanente".

"In un’ottica di fede - hanno concordato i Vescovi - quanto viene sperimentato quotidianamente non può non stimolare a trovare ‘soluzioni nuove’, secondo quella "creatività dell’amore" di cui ha parlato spesso Papa Francesco. E tempo di vivere con concretezza la fede in Dio e l’amore verso il prossimo, promuovendo modalità di condivisione e di cura pastorale, che pongano al centro le persone con i loro bisogni.

L’annuncio forte e credibile della "buona notizia" del Cristo Risorto è più che mai urgente e necessario. L’invito è a intensificare l’intimità con il Signore nelle forme che la vita consente e suggerisce: nella meditazione della Parola di Dio, nella preghiera personale e in famiglia, nell’offerta del proprio lavoro essenziale per il mantenimento dell’intera società, nella disponibilità ai servizi di volontariato per alleviare i pesi soprattutto dei più deboli".