Cei chiede che venga mantenuto sostegno a settimanali diocesani

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Roma, 21 nov. (askanews) - "I Vescovi italiani non possono non sostenere e supportare la voce di coloro che, con la FISC, chiedono che venga mantenuto il sostegno a favore di questi presidi. E' in gioco il pluralismo dell'informazione!". Così mons. Stefano Russo, Segretario Generale della CEI, terrà in apertura della XIX Assemblea nazionale elettiva della Federazione Italiana Settimanali Cattolici, in programma presso il Rome Midas Hotel Conference dal 21 al 23 novembre.

"L'obiettivo, ricordava ieri il Presidente Matterella ricevendo al Quirinale il Consiglio nazionale della Federazione, è 'contribuire a mantenere la formazione di coscienze libere e consapevoli di cittadini che abbiano spirito critico e capacità di valutazione, offrendo loro fatti e parametri per interpretarli in maniera tale che siano consapevolmente partecipi della vita democratica. Questo è il vero presidio della democrazia, questo è il fondamento e l'obiettivo dell'art. 21'. Non possiamo non fare nostre queste parole. E rilanciarle con fermezza, insieme alla preoccupazione per le consegne postali. Sono 'angosce' che gravano sul lavoro di tanti".

I settimanali cattolici, ha detto il vescovo, "di presidi non contrapposti ai media nazionali, ma portatori di una ricchezza propria che qualifica e impreziosisce l'informazione di tutto ciò che, purtroppo, il più delle volte rimane ai margini". Per questo, "quanto è prezioso contro queste logiche dominanti il contributo di quella stampa che, a torto, viene considerata minore! Nella ricchezza di significati del termine "presidio" c'è proprio quello di ausilio in una terapia o nell'assistenza di un paziente. Piace pensare che la vostra informazione - la nostra informazione - possa contribuire a curare le "malattie", spesso infettive, che alle volte privano di quei tratti indispensabili di libertà. E' questione di democrazia!".

"Quali saranno gli scenari del futuro?", si è domandato mons. Russo. "Sopravvivrà il cartaceo? Cosa sarà di noi? Sono domande che colgo nella loro sofferenza, a volte sfiducia, e che, comunque, presentano un'incertezza diffusa. Le difficoltà sono tantissime; a rischio c'è la sopravvivenza dell'esperienza come per altre realtà editoriali; inutile negare una certa fatica nel trovare ricette utili. E, d'altronde, questi presidi territoriali stanno diminuendo sempre più. Non si tratta di un dato ascrivibile alle sole nostre realtà. C'è un elemento, però, che non va trascurato: l'informazione è innovazione. I settimanali, in sé e per sé, sono innovazione. E la storia ne è testimone. Ma non bisogna fermarsi al passato. Avremo futuro se saremo innovativi dentro!".