Cei: rimane la proposta di sinodalità come metodo e evento

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Città del Vaticano, 26 set. (askanews) - "Rimane la proposta di assumere la sinodalità come stile e come evento, sullo sfondo del primo convegno ecclesiale del 1976": lo si legge in un passaggio del comunicato conclusivo del consiglio permanente della Cei.

I lavori del "parlamentino" dei vescovi italiani, che si è svolto da lunedì a mercoledì, "si sono concentrati sulla condivisione dei contenuti e delle modalità degli Orientamenti pastorali del prossimo quinquennio. La loro articolazione ruota attorno a tre cerchi concentrici". La discussione "continuerà nelle Conferenze Episcopali Regionali e nel Consiglio Permanente, per arrivare a dedicarvi l'Assemblea Generale di maggio 2020. Gli Orientamenti, chiamati a intercettare i principali appuntamenti della Chiesa italiana nel corso dei prossimi anni - da Bari (Incontro del Mediterraneo) a Taranto (Settimane Sociali) e a Matera (Congresso Eucaristico) - nel percorso potranno dar vita a convegni regionali, anche in preparazione al Giubileo del 2025. Rimane la proposta - si legge - di assumere la sinodalità come stile e come evento, sullo sfondo del primo convegno ecclesiale del 1976".

La rivista Il regno, anni fa, poi l'allora segretario generale della Cei Nunzio Galantino, e ultimamente i gesuiti - il direttore della Civiltà cattolica Antonio Spadaro, il padre Bartolomeo Sorge - hanno proposto, con l'adesione di alcuni vescovi, l'idea di celebrare un sinodo per l'Italia.