Celebra messa in mare, parroco indagato dalla Procura

Celebra messa in mare, parroco indagato (nella foto tratta da un video di TikTok un momento della cerimonia officiata da Don Mattia)
Celebra messa in mare, parroco indagato (nella foto tratta da un video di TikTok un momento della cerimonia officiata da Don Mattia)

E' stato indagato dalla procura di Crotone per offesa a una confessione religiosa don Mattia Bernasconi, il prete della parrocchia San Luigi Gonzaga (quartiere Corvetto di Milano) che lo scorso weekend ha celebrato messa nel mare antistante la spiaggia della città calabrese. Un materassino gonfiabile ha fatto da altare e la funzione religiosa, pur con qualche difficoltà operativa, è stata comunque officiata regolarmente.

Don Mattia si trovava in Calabria con i ragazzi della sua parrocchia per partecipare a un campo di volontariato con Libera, associazione di volontariato che gestisce terreni confiscati alle cosche locali. Vista l'alta temperatura e la mancanza di zone d'ombra, il sacerdote e i giovani avrebbero deciso di celebrare nelle fresche acque dello Ionio il rito, immortalato dalle telecamere e pubblicato su vari media.

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"Faceva molto caldo - aveva spiegato don Mattia - e così ci siamo detti: perché non fare messa in acqua? Una famiglia ci ha sentito e ha messo a disposizione il loro materassino che abbiamo trasformato in altare. E' stato bellissimo".

La vicenda però è finita sotto l'attenzione dell'autorità giudiziaria. Il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia, infatti, ha reso noto che il suo ufficio ha "iscritto un fascicolo ed avviato indagini per 'offesa a una confessione religiosa' in ordine all'episodio"

Le scuse di don Mattia

"Vi scrivo poche ma sentite righe per chiedere scusa per la celebrazione di domenica 24 mattina nelle acque del mare di Capo Colonna" scrive don Mattia in una lettera pubblicata sul sito della parrocchia. "Non era assolutamente mia intenzione banalizzare l'Eucarestia né utilizzarla per altri messaggi di qualunque tipo", aggiunge il sacerdote.

"Si trattava semplicemente della Messa a conclusione di una settimana di lavoro con i ragazzi che hanno partecipato al Campo e il contesto del gruppo (ragazzi che per una settimana hanno celebrato e lavorato con me) mi è sembrato sufficientemente preparato per custodire la sacralità del Sacramento anche nella semplicità e nella povertà dei mezzi", ha proseguito il prete nella lettera indirizzata all'Arcivescovo, ai Vicari episcopali, "ai miei confratelli e a tutti i fratelli e sorelle nella Fede".

"Ma i simboli sono forti, è vero - ha aggiunto - e parlano, a volte anche in maniera diversa da come vorremmo. É stato ingenuo da parte mia non dare loro il giusto peso. Vi assicuro che non sono mancate l'attenzione e la custodia alla Parola e all'Eucarestia, ma fuori contesto la forma è più eloquente della sostanza e un momento di preghiera vissuto con intensità e significato dai ragazzi lì presenti ha urtato la Fede di molti: ne sono profondamente amareggiato".

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"Chiedo umilmente scusa dal profondo del cuore anche per la confusione generata dalla diffusione mediatica della notizia e delle immagini - ha concluso -: non era assolutamente mia intenzione che avesse tale risalto".

L'intervento della Diocesi

Sulla vicenda è intervenuta anche la Diocesi di Crotone per evidenziare che "in alcuni casi particolari, in occasione di ritiri e campi scuola e nei luoghi di vacanza, è anche possibile celebrare la Messa fuori dalla chiesa. Bisogna, però, prendere sempre contatti con i responsabili ecclesiali del luogo in cui ci si trova per consigliarsi sul modo più opportuno di realizzare una celebrazione eucaristica di questo genere. Soprattutto . ha sottolineato la Diocesi - è necessario mantenere quel minimo di decoro e di attenzione ai simboli richiesti dalla natura stesse delle celebrazioni liturgiche".

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