Celebra nozze con sposo in fin di vita: prete accusato di circonvenzione di incapace

·2 minuto per la lettura
Matrimonio
Matrimonio

Un prete aveva celebrato un matrimonio tra due anziani: lui di 93, lei di 72 anni. Il guaio è che lo sposo fosse in fin di vita al momento della celebrazione del rito sacro. Il sacerdote è dunque finito nei guai e ora rischia una condanna pari a 16 mesi di reclusione. Il prelato è stato accusato di circonvenzione di incapace. La pena è stata chiesta, come informa l’agenzia Ansa, dal pm Gabriella Dotto, nei confronti dell’accusato don Pietro Franco, parroco di Boccadasse, comune in provincia di Genova.

Prete nei guai per un matrimonio

Aveva celebrato un matrimonio, ma lo sposo era un vecchietto di 93 anni purtroppo in fin di vita. Ora don Pietro Franco, parroco di Boccadasse, rischia una condanna a 16 mesi di reclusione per circonvenzione di incapace. Il pubblico ministero Gabriella Dotto ha chiesto, inoltre, quattro anni per la signora Gabriella Radaelli (la sposa), 16 mesi per il figlio dell’anziana e altri 20 per la fidanzata di lui, in qualità di testimoni del matrimonio.

Chi era lo sposo?

Lo sposo, a quanto pare ignaro di tutto, era il signor Carlo Gian Battista Bianchi Albrici. Conosciuto per la sua attività di imprenditore, Bianchi Albrici era un milanese trasferitosi a Genova. Secondo quanto ipotizzato dall’accusa, il matrimonio si sarebbe celebrato in orario notturno in maniera furtiva. L’obiettivo era rendere la futura sposa erede dell’impero di Carlo Gian Battista. A scoprire il presunto raggiro è stato il figlio dell’anziano, impugnando il testamento e denunciando Gabriella Radaelli. Secondo quanto dichiarato da don Pietro Franco, lui non avrebbe fatto altro che unire in matrimonio due persone che condividevano realmente un amore. Il giudice sembra pensarla diversamente rinviando dunque a giudizio il prete. L’episodio risale al 2017.