Gomorra, attore della serie finisce in istituto per minori

Gomorra - La serie : Marco D'Amore e Salvatore Esposito in una scena - Credit: Sky

"Quando sarò grande non farò mai l'errore di mio padre: non vale la pena di buttare via la vita in una cella o peggio in una bara per i soldi”. Scriveva così Vincenzo, oggi 16enne, appena qualche anno fa. Il suo tema è uno di quelli che compongono I sogni son desideri, li libro curato da Paolo Chiariello che raccoglie i pensieri di gruppo di giovani che vive e studia nel quartiere più difficile di Napoli, Scampia.

È qui che Vincenzo - padre e madre, entrambi in galera - viene scoperto dalla produzione di Gomorra, la serie televisiva prodotta da Sky e basata sull’omonimo romanzo-inchiesta di Roberto Saviano sulla camorra campana. Viene scelto per interpretare Danielino, un adolescente dal grilletto facile che pagherà con la vita il prezzo di un'esistenza aldilà della legalità. La prima stagione è stata accolta positivamente da critica e pubblico, ma dietro il successo televisivo si nascondono problemi sociali ancora molto gravi.

Roberto Saviano
Roberto Saviano

Terminate le riprese, Vincenzo si ritrova isolato: le luci del set sono spente, ormai, e il giovane torna a fare i conti con la dura realtà in cui è cresciuto. Nonostante a scuola se la cavasse, gli impegni davanti alle telecamere l’hanno tenuto lontano dai libri e l’anno andrà ripetuto.

La svolta, in negativo, arriva in una fredda sera di fine gennaio, quando Vincenzo, insieme ad alcuni amici armati di coltello, decide di aggredire un 21enne per una parola di troppo. Il ragazzo se la caverà, ma “Danielino” viene identificato e costretto ad un periodo di recupero in un istituto per minorenni.

Gomorra - La serie. Credit: Sky
Gomorra - La serie. Credit: Sky

"Ha creduto di essere diventato un attore affermato”, ha dichiarato il preside della sua scuola, il Virgilio iV, Paolo Battimiello, all’edizione locale del Corriere della Sera. “Ha toccato con mano una vita diversa o un sogno che lo ha inebriato. Forse immaginava che lo avrebbero portato con loro. Invece è rimasto qui, solo, senza scuola, sbandato. Nessuna accusa, per carità. Ma chiedo una riflessione seria su queste cose".

Una sorte simile era toccata già ad alcuni componenti del cast del film di Matteo Garrone del 2008, sempre ispirato dal bestseller dello scrittore napoletano. In quel caso a finire in manette erano stati Bernardino Terracciano, Salvatore Fabbricino e Giovanni Venosa.

"Io vorrei che da questa storia, che speriamo non sia irrimediabile, fosse chiara una cosa", ha aggiunto il preside Battimiello. "Iin queste realtà la scuola è l'unico argine, l'unica possibilità che si ha per fare terra bruciata intorno alla malavita, per distruggere la cultura camorristica". E su Vincenzo: "È sereno e spero che riesca a riprendere quel percorso che aveva cominciato con noi". Per andare oltre la finzione del piccolo schermo.

 

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