Celine Dion accusata di satanismo: ecco perché

Celine Dion è stata accusata di satanismo (Getty Images)

Celine Dion accusata di satanismo? Suona davvero strano di primo impatto, pensare che una delle voci più meravigliose del panorama musicale internazionale sia sotto il controllo di Lucifero. Eppure una teoria che circola negli ambienti ultracattolici statunitensi, secondo la quale l’ultima iniziativa imprenditoriale della cantante canadese è a tutti gli effetti opera del demonio, sta facendo breccia sul web.

Facciamo un po’ di chiarezza, dunque. Céline Marie Claudette Dion, che ha compiuto 50 anni lo scorso 30 marzo 2018, ha appena fondato un brand di moda che ha chiamato Celinununu. Il brand, che è un nome composto da ‘Celine’ e da due sillabe che richiamano la pronuncia all’inglese di ‘new’, propone una linea di vestiti per bambini, dai neonati fino agli adolescenti, basato sul ‘genere neutrale’. In sostanza, niente più vestiti azzurri per i maschi e rosa per le femmine: si va sui toni bianchi, neri e grigi, in modo che l’abbigliamento dell’infante sia il più possibile unisex.

Monsignor John Esseff, sacerdote e esorcista nella diocesi di Scranton, in Pennsylvania, ha spiegato che Celine Dion promuove il satanismo. Il prelato dice: “Sono convinto che la moda del gender si stia diffondendo per opera del demonio. Non so nemmeno quanti generi ci dovrebbero essere ora secondo quanto sento, ma sono sicuro che in realtà esistano solo i due che Dio ha fatto“.


Celine Dion ha partecipato attivamente alla campagna di lancio, con un divertente spot che ha pubblicato anche sulle sue pagine social. Nello spot fa capire che secondo la linea di pensiero di Celinununu, con questi vestiti i bambini saranno più liberi di scegliere a quale genere sessuale appartenere, tolto “l’obbligo” dei colori maschili o femminili, e di crescere “sentendo maggior uguaglianza e maggior libertà di esprimere la personalità”.

Sui social è stata duramente attaccata dagli utenti, che in massa hanno promesso di ‘toglierle il like’.

La cantante Celine Dion in un recente primo piano (Getty Images)

Nell’intervista al sito National Catholic Register, monsignor Esseff attacca anche sullo stile dei vestiti presenti in catalogo: “Un paio di pantaloni in felpa hanno il numero 3 su un ginocchio e il numero 6 sull’altro. Sono tre sei, il numero del diavolo. I vestiti contengono messaggi disturbanti e offensivi, e sono incredibilmente brutti“.

Nell’articolo si scrive: ‘chi pagherebbe 77 dollari per una coperta con dei teschi o 161 dollari per una giacca che assomiglia a un sacchetto della spazzatura? Chi farebbe andare in giro un neonato con una stampa contenente teschi e scheletri?’.

In difesa di Celine Dion i fan storici che conoscono le idee della cantante in tema di libertà individuali, e pure altre case di moda che stanno mano a mano riducendo nei loro cataloghi d’abbigliamento neonatale segni di riconoscimento maschili e femminili, propendendo per messaggi neutri.

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