"Il cellulare causa il cancro". Innocente Marcolini e la sua battaglia contro l'elettrosmog

C'è ben poco da festeggiare, ma per Innocente Marcolini è pur sempre una vittoria della giustizia e un riconoscimento ad una battaglia che porta avanti dal 2002 sui danni che le onde elettromagnetiche provocano all'uomo.

E' stato l'uso continuo e prolungato del cellulare a provocare il tumore al cervello a questo ex direttore finanziario di una multinazionale: lo ha confermato la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, a sviluppare il tumore benigno al trigemino, respingendo così il ricorso dell'Inail che si rifiutava di riconoscere la malattia di Marcolini come una malattia professionale. Da ora in poi, all'uomo verrà riconosciuta una pensione di invalidità all’80%.

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Ma non è per i soldi che il 60enne di Carpenedolo, nel bresciano, ha portato avanti questa battaglia: "Volevo che venisse riconosciuto il legame che c'era tra la mia malattia e l'uso del cellulare e del cordless. Volevo che questo problema diventasse di dominio pubblico perché molte persone non sanno ancora il rischio che corrono parlando a lungo al cellulare senza utilizzare l'auricolare, oppure tenendolo infilato nella tasca dei pantaloni".
Una scoperta che l'uomo ha fatto dolorosamente nel 2002, quando in seguito a numerosi accertamenti gli venne diagnosticato un tumore benigno al trigemino sinistro.

Alla disperazione si è affiancata però la volontà di voler capire i motivi di tale malanno. Così, attraverso numerose ricerche sui rischi delle onde elettromagnetiche "ho maturato la convinzione che i miei problemi di salute fossero legati al lavoro, all'uso continuo del telefono senza fili. Non mi ero ammalato perchè sfortunato, ma c'era una ragione nella mia malattia". Per dodici anni, infatti, Marcolini ha utilizzato cellulari e cordless per parecchie ore al giorno e sono proprio le onde elettromagnetiche provenienti dai dispositivi mobili ad aver aggravato la sua situazione. E oggi la Cassazione conferma le sue ricerche, portate avanti anche grazie ad un team di oncologi e medici - i professori Giuseppe Grasso, neurochirurgo di Brescia e il professor Angelo Gino Levis, oncologo e ordinario di Mutagenesi Ambientale all'Università di Padova - che lo hanno affiancato nella sua battaglia.

"Una sentenza importante" afferma Levis, perché "finalmente si riconosce ufficialmente la correlazione, nonostante la contropropaganda e le ricerche per nulla allarmistiche finanziate dalle compagnie che fabbricano cellulari, di tumori provocati dalle onde elettromagnetiche".
Danni che si manifestano soltanto dopo molti anni - dieci, talvolta quindici -  per questo è importante per Levis evitare categoricamente l'uso del telefonino ai bambini, oltre ad evitare di portarli in tasca o metterli di notte sotto il cuscino. Consigli e accorgimenti che l'oncologo suggerisce costantemente sul suo sito applelettrosmog.it .

Quello dell'elettrosmog e dei danni che le onde elettromagnetiche provocano alla salute e all'ambiente è una questione annosa: numerosi sono i comitati e le associazioni ambientaliste in tutta Italia che lottano soprattutto per l'allontanamento delle antenne delle compagnie telefoniche dai centri cittadini. In perenne contrapposizione con le amministrazioni comunali che il più delle volte preferiscono il vantaggio economico alla salvaguardia dei propri abitanti.
Fortunatamente, una maggiore sensibilizzazione all'argomento sta portando molti sindaci a cambiare rotta: uno dei casi più recenti arriva dal comune di Bacoli, in provincia di Napoli. Qui il sindaco Ermanno Schiano, in seguito ad un aumento di tumori nel suo territorio, ha predisposto - oltre ad un consiglio comunale permanente sul tema - lo stop all'installazione di nuove antenne e radar e la realizzazione di un piano antenne che preveda un'area per gli impianti lontana oltre 500 metri da scuole, strutture sanitarie, aree verdi, centri storici e zone ad alta densità abitativa.

Iaconesi: ecco la mia cura "open source" contro il cancroPisa, (Tmnews) - "Adesso quello che sto facendo è frutto della collaborazione tra un neurochirurgo, un neurologo, un oncologo, un medico cinese, un esoterico ebraico e tanti tanti amici": a parlare della sua nuova cura è Salvatore Iaconesi, artista e docente universitario di nuovi media, divenuto popolare per la sua battaglia contro il tumore al cervello diagnosticato poche settimane fa. Dall'Internet Festival di Pisa ha raccontato la sua esperienza: rendere accessibile sul web a tutti la sua cartella clinica digitale. "Ho deciso di prendere questi dati - ha detto - e di condividerli con il maggior numero di persone possibili per farmi aiutare e per farmi consigliare". Poi ha svelato nel dettaglio la sua impresa telematica: convertire i dati delle cartelle che sono in formati riservati ai medici. "Le ho esportate in formati molto semplici: jpg, png. Per i metadati ho usato dei formati xml", ha raccontato. In poche settimane, Iaconesi ha contato 50 mila consigli, il 70% dei quali di semplici utenti e il 30% di medici interessati a scambiare il loro sapere con tutti.

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