"Bocciatura certa". Matteo Salvini anticipa il giudizio Ue

Gabriella Cerami

Lasciano palazzo Chigi a piedi, a favore di cronisti e telecamere, e come tre amici vanno a cena in un ristorante del centro di Roma. Questa è l'immagine che il premier Giuseppe Conte e i suoi due vice Di Maio e Salvini vogliono consegnare quando invece le nubi si addensano sopra Palazzo Chigi alla vigilia di una ormai "certa" bocciatura della manovra da parte della commissione Ue, come lo stesso leader del Carroccio ammette a tarda sera.

La cena è servita prima di tutto a rasserenare gli animi, e a sbandierarlo, dopo i reciproci sospetti sulla manina che avrebbe manomesso il provvedimento sul condono: "La manina non ha trovato posto a tavola e neanche ha pagato il conto. Ha offerto Conte, è stato carinissimo", scherza Salvini.

I veri nodi sono stati affrontati in un vertice a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Giovanni Tria, presente anche il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Quest'ultimo al tavolo perché, nello scontro dei giorni scorsi, la Lega ha annunciato di presentare un emendamento per cancellare il condono edilizio a Ischia inserito da M5s nel decreto Genova. Ma più di ogni altra cosa, ed è stata la portata principale della cena, si prepara il terreno in vista del giudizio della commissione Ue.

"Dobbiamo far capire in Europa che il 2,4% è il tetto massimo, ma la spesa può anche essere inferiore", va ripetendo Conte. Non solo, se la manovra non passerà a causa di pregiudizi sbagliati, l'unica strada - come ha detto il premier alla stampa estera - sarà sedersi al tavolo. Ed è questo il messaggio che, anche Tria, prova a far passare. Che tradotto significa: rivedere le cifre diluendo reddito di cittadinanza e quota cento. Dovrebbe essere questa la linea da tenere in Europa anche se il leader leghista continua a mostrare i muscoli: "Non cambieremo nulla, noi facciamo le nostre scelte, l'Europa fa le sue".

Difficile però che questa presa di posizione possa restare in piedi quando si pronunceranno i commissari Ue. Non...

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