Cena in ricordo della Marcia su Roma, è polemica su Fratelli d’Italia

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È polemica ad Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno, per una cena organizzata dalla locale sezione di Fratelli d’Italia in ricordo della Marcia su Roma, della quale il 28 ottobre ricorreva il 97esimo anniversario. I militanti locali del partito di Giorgia Meloni hanno infatti voluto commemorare l’avvenimento storico – da loro definito “giorno memorabile e indelebile” – presso il ristorante Le Terme, allestendo una cena corredata da menù a tema con stampati sopra fasci littori e immagini di Benito Mussolini, romanamente in posa di fianco ai nomi delle pietanze.

Cena in ricordo della Marcia su Roma, polemiche

Sul menù della cena erano peraltro ben visibili due motti cari al fascismo e ai nostalgici di Benito Mussolini: “Camminar e costruire e se necessario combattere e vincere” sul retro ed il sempreverde Dio, Patria e Famiglia in bella vista sulla prima pagina, quest’ultimo fatto tornare alla ribalta dalla stessa leader Meloni nel corso della manifestazione del centrodestra a Roma dello scorso 19 ottobre.

Fratelli d’Italia non è peraltro un outsider della politica ascolana, dato che dalle sue fila proviene l’attuale sindaco del capoluogo Marco Fioravanti. Fioravanti è stato consigliere provinciale del partito di destra nazionale ed è da molti ritenuto molto vicino alla segretaria Giorgia Meloni.

Le proteste dell’Anpi

Non si sono fatte attendere le proteste delle associazioni dei partigiani, in primis dell’Anpi che nella persona del suo segretario provinciale Pietro Perini ha inviato una lettera al Prefetto di Ascoli Piceno chiedendo: “La verifica della legittimità di quanto accaduto, il richiamo al rispetto delle Istituzioni Repubblicane, della Memoria storica della Repubblica e soprattutto l’osservanza delle leggi che sanciscono come reato l’apologia di fascismo”.

Particolare sdegno ha infatti suscitato la scelta del comune di Acquasanta Terme come luogo della cena ricordo. Durante gli anni della Resistenza, il comune piceno è stato infatti luogo di un eccidio compiuto dalle forze nazifasciste ai danni della popolazione locale, noto come l’eccidio di Pozza e Umito. In queste due frazioni, l’11 marzo del 1944 soldati tedeschi e fascisti italiani uccisero 42 persone, tra cui 12 abitanti del paese e 30 partigiani.

La replica di Fratelli d’Italia

Alle polemiche sollevate dalla cena ha risposto direttamente il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Luigi Capriotti, che parlando ai giornalisti ha dichiarato: “Si è trattato di una normalissima cena tra amici che organizziamo ogni anno. È passato per un saluto anche il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, che per me è come un figlio”. In merito all’inopportunità di ricordare con una cena l’evento che convenzionalmente viene considerato l’atto di nascita del fascismo italiano, Capriotti ha minimizzato: “La guerra purtroppo è brutta, nelle guerre ci sono dei morti, non volevamo mancare di rispetto a nessuno. Io mi inchino davanti a tutti, ma non possiamo vivere con i fantasmi del passato. Sono cose accadute il secolo scorso”.