Censis: Italia incattivita e rancorosa, il 63% è ostile verso gli immigrati

Denise Faticante
Foto LaPresse - Daniele Leone 23/11/18 Roma ITA Cronaca Roma. Black friday , centro commerciale Porte di Roma Nella foto: con apertura anticipata di un ora alle 09.00 nel centro commerciale molte le persone che effettuano acquisti

Foto LaPresse - Daniele Leone

23/11/18 Roma ITA

Cronaca

Roma. Black friday , centro commerciale Porte di Roma

Nella foto: con apertura anticipata di un ora alle 09.00 nel centro commerciale molte le persone che effettuano acquisti

Incattivita, rancorosa, impaurita, delusa, vecchia anagraficamente e 'prigioniera' del 'sovranismo psichico'. Così è diventata l'Italia secondo un'impietosa fotografia scattata dal Censis. Secondo il Rapporto il nostro Paese ha subito un trauma: il boom economico prima e l'atteso cambiamento miracoloso, mai di fatto concretizzatosi, si è trasformato in un incubo. E questo sta mutando i caratteri del cittadino italiano che ogni giorno, come un "funambolo" "cammina sul ciglio di un fossato che mai prima d'ora si era visto da così vicino". In tutto questo c'è stato un "silenzio arrendevole delle élite" che ha provocato, alimentato, "una sorta di sovranismo psichico, prima ancora che politico".

LA PAURA DEGLI IMMIGRATI. Il 63% degli italiani vede in modo negativo l'immigrazione da Paesi non comunitari (contro una media Ue del 52%) e il 45% anche da quelli comunitari (rispetto al 29% medio). I più ostili verso gli extracomunitari sono gli italiani più fragili: il 71% di chi ha più di 55 anni e il 78% dei disoccupati, mentre il dato scende al 23% tra gli imprenditori. Il 58% degli italiani pensa che gli immigrati sottraggano posti di lavoro ai nostri connazionali, il 63% che rappresentano un peso per il nostro sistema di welfare e solo il 37% sottolinea il loro impatto favorevole sull'economia. Per il 75% l'immigrazione aumenta il rischio di criminalità. Cosa attendersi per il futuro? Il 59,3% degli italiani è convinto che tra dieci anni nel nostro Paese non ci sarà un buon livello di integrazione tra etnie e culture diverse.

I POLITICI TUTTI UGUALI E IL NON VOTO. Il 63,6% degli italiani pensa che non ci sia nessuno a difendere i loro interessi, una percentuale che sale al 72% tra chi ha un basso titolo di studio ed è al 71,3% fra chi ha redditi bassi. L'area del non voto in Italia si compone di 13,7 milioni di persone alla Camera e 12,6 milioni al Senato. Inoltre, il 49,5% degli italiani ritiene che gli attuali politici siano tutti uguali, e la quota sale al 52,2% tra chi ha un titolo di studio basso e al 54,8% tra le persone a basso reddito.

ECONOMIA STAGNANTE. Il Prodotto interno lordo ristagna, inchiodato com'è a un modesto +0,7% tendenziale rispetto allo scorso anno, molto al di sotto delle previsioni, i consumi delle famiglie non ripartono, la produzione industriale ha incominciato a flettere, così come l'export. Restano basse le retribuzioni e l'inflazione. Quanto agli investimenti, mostrano ancora una dinamica relativamente sostenuta per via dell'azzeramento di quelli del decennio precedente.

AUMENTA SQUILIBRIO TRA NORD E SUD. La ripresa, modesta, sta procedendo a due velocità. Lombardia ed Emilia Romagna sono in pieno recupero. Poi arrivano, sempre con un buon ritmo, anche Veneto e Toscana. Il Lazio rimane 5 punti indietro, la Sicilia 10. E non è un problema del solo Mezzogiorno: anche le Regioni colpite dal terremoto sono bloccate: il Pil dell'Umbria è 12 punti indietro rispetto al 2008. E quindi il flusso dei lavoratori si sposta verso i territori più floridi: a Bologna il tasso migratorio è di 18,9 su 1000 abitanti, a Milano di 15,3 migranti, a Firenze di 13,2, mentre nel Mezzogiorno si contrappone la fuga dei residenti, 3,6 per ogni 1000 abitanti a Bari, 5,9 a Napoli, addirittura 9,2 a Palermo. Il 'trauma' porterà consuguenze negative anche per i prossimi anni. L'Italia rischia di perdere la fondamentale capacità di assimilare novità e shock esterni che è stata un punto di forza del nostro paese in tutta la sua storia.