"Cent'anni fa la scossa che distrusse il Mugello"

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“La scossa è stata abbastanza lunga, soprattutto la prima, sono caduti oggetti in un supermercato ma non abbiamo al momento verificato danni a persone o cose. Le notizie arrivano però in modo frammentario”, così Filippo Carlà Campa, il sindaco di Vicchio, comune vicino all’epicentro delle scosse, racconta al giornale radio Rai il terremoto di questa mattina. “La popolazione si è riversata nelle piazze, proprio quest’anno ricorre il centesimo anniversario del terremoto che nel 1919 distrusse il Mugello”.

Il sisma del  29 giugno 1919 causò oltre 100 morti nella stessa area appenninica delle scosse di questa notte. In una domenica assolata, poco dopo le 10 del mattino, si registrò una scossa tra il settimo e il nono grado della scala Mercalli con epicentro nella zona di Vicchio, dove ci furono una quarantina di vittime e crollò la metà degli edifici. Tra i comuni più colpiti anche quelli di Dicomano, Borgo San Lorenzo, San Godenzo, Marradi, Firenzuola, Scarperia, Barberino, Londa, San Godenzo e in parte anche Rufina e Pontassieve.
I soccorsi raggiunsero subito i centri del basso Mugello si organizzarono in maniera decente mentre nelle lontani frazioni appenniniche e nei casolari sperduti dell’Alto Mugello e del Santerno molte persone rimasero sotto le macerie e furono trovate solo dopo giorni. Gravi danni interessarono anche decine di località situate sul versante romagnolo dell’Appennino.

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