Centinaio a M5s: tornare insieme si può, siedamoci al tavolo

Pol/Tor

Roma, 26 ago. (askanews) - "Noi ci siamo per parlare di cose concrete. Vogliamo sederci attorno ad un tavolo, fare autocritica, vedere cosa si può portare a casa del contratto di Governo, vedere i 10 punti di Di Maio che sono quasi tutti punti del contratto. Il Movimento 5 Stelle ci conosce e sa quanto siamo simili a loro, soprattutto nel fatto di considerarci delle persone normali e non dei fenomeni". Lo dice il ministro leghista Marcio Centinaio tenendo aperta la porta del rilancio della maggioranza di Governoi M5s-Lega

Di Maio premier, per Centinaio ospite a Radio Cusano Campus, "è una delle ipotesi sul tavolo. Il confronto sul nome deve avvenire tra i due leader. Dobbiamo tutti cominciare a parlarci un po' di più. Ingoiare il rospo per dei provvedimenti non approvati non ha fatto bene. Bisogna prevedere delle "camere di compensazione" dove confrontarsi. Se questa crisi serve per migliorare il rapporto e rendere più convincente l'azione di governo ben venga questa crisi. Se non ci riuscirò potrò dire almeno di averci provato".

Più difficile, invece, a suo giudizio il recupero del rapporto con il premier Giuseppe Conte. "I nostri alleati - ha detto- non ci ascoltavano, specialmente Giuseppe Conte. Nel momento in cui abbiamo espresso dubbi e perplessità non c'era dall'altra parte, soprattutto da parte del Presidente del Consiglio, la volontà di far sedere i due leader per dare nuove risposte. Una parte del governo ha sottovalutato diverse perplessità che noi abbiamo espresso. Tutti i ministri della Lega hanno detto a Matteo Salvini "basta". Il giorno prima del famoso discorso di Conte gli ho mandato un messaggio, vista la stima nei suoi confronti, dicendogli che eravamo disponibili a parlarci e confrontarci. La risposta è stata "se ho tempo parliamo domani". Anche alcuni amici del Movimento 5 Stelle ci hanno detto che Conte ha esagerato durante il discorso al Senato".

Quanto al niet del Pd al bis per Conte, "pur di non andare a votare il Pd - dice il ministro leghista dimissionario- metterebbe anche mia nonna come Presidente del Consiglio"