Cento giorni dell’amministrazione Trump fra malessere e fiducia

È tempo di un primo bilancio dell’amministrazione Trump che compie 100 giorni. Il presidente degli Stati Uniti suscita preoccupazione in molti, ultimamente Amnesty International ha stilato una lista di 100 modi in cui Trump ha minacciato i diritti umani negli Stati Uniti e nel mondo.

100 ways realDonaldTrump has threatened our human rights in his first 100 days: https://t.co/iedsPeUOwF pic.twitter.com/MiqowkhzV6— AmnestyInternational (amnesty) 26 avril 2017

Anche Oscar ha 100 giorni, perché nato poco prima del giuramento del presidente, per ora vive nella spensieratezza a Washington D.C. Nella città che ha votato quasi all’unanimità per Hillary Clinton, i casi di stress emozionale sono sempre più evidenti dalle elezioni, dice David Sterberg,psicoterapeuta: “Abbiamo ricevuto un bel po’ di pazienti con ansia, rabbia, depressione. Direi che il fattore principale sia la perdita di fiducia nell’amministrazione, c‘è una differenza fra quello che dicono e quello che fanno. Si ha l’impressione che Trump agisca d’istinto, in maniera imprevedibile, per cui le persone non sanno cosa aspettarsi da lui, non sanno cosa possa essere capace di fare”.

Nella zona di Capitol Hill molti residenti esprimono il disaccordo con Trump attraverso un silenzio eloquente: uguaglianza fra bianchi e neri, donne e uomini, rigetto dell’odio, accoglienza degli stranieri, sono i valori messi in evidenza sui cartelli issati nei giardini di alcune case.

Sentimenti condivisi da molti artisti, convinti che Trump abbia cambiato in peggio il Paese. La Galleria O on H mette in mostra scatti di fotografi professionisti e semi-professionisti sull’ansia che ha colto gli statunitensi nell’era Trump.

This Friday is the opening of UnPresidented featuring photos from D.C. Photographer #TatianaGulenkina and more. Opening this Friday at 7pm pic.twitter.com/6emb0wzCDC— Gallery O on H (@galleryoonh) 26 avril 2017

L’editore Phil Hutinet sottolinea le preoccupazioni degli artisti con un esempio, quello dell’agenzia nazionale per il sovvenzionamento di Arti e Ricerca: “C‘è molta paura. Trump ha affermato che intende togliere fondi al National Endowment for the Arts che è molto importante per tante organizzazioni artistiche”.

Senza volerlo, Trump ha stimolato la creatività artistica: “Credo che continueranno a esserci molte reazioni a ciò che sta facendo, ci sarà più arte satirica, per esempio. Credo ci saranno molte espressioni artistiche in reazione a Trump”.

Phil Hutinet of eastcityart interviewed by StefanGrobe1 for euronews to discuss realDonaldTrump #100days #TheResistance galleryoonh pic.twitter.com/37ZfI1DZWY— East City Art (eastcityart) 27 avril 2017

Chi ha votato per Trump invece continua ad appoggiarlo fermamente: il 96% dei suoi elettori voterebbe per lui di nuovo. Ci spiega perché Callum Borchers, reporter di politica e media al Washington Post: “I suoi sostenitori stanno dalla sua parte e ciò suggerisce che quello che amano di lui è lo stile da gradasso. A loro piace vedere alla Casa Bianca un debuttante in politica, un outsider. È il suo marchio, la sua attrattiva. A meno che non perda questo aspetto, sembra che quasi nulla di quanto faccia sul fronte politico possa erodere la sua base”.

Trump is about to be 0-4 on his legislative promises for his first 100 days https://t.co/8CFTqV2Jhg— Callum Borchers (@callumborchers) 27 avril 2017

“Sotto Donald Trump, gli Stati Uniti sono diventati sempre più polarizzati”, afferma il nostro corrispondente dagli Usa, Stefan Grobe. “Tuttavia, il presidente sostiene di voler unire e non dividere. Ma nei suoi primi 100 giorni non sembra esserci riuscito. Comunque ne restano altri 1360, almeno”.

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