Centomila russi fuggiti in Kazakistan: "non li rimanderemo in patria"

Sono ormai quasi 100mila i cittadini russi che hanno attraversato il confine con il Kazakistan da quando Vladimir Putin ha annunciato una parziale mobilitazione dei riservisti per combattere in Ucraina.

Insieme alla Georgia, a sua volta parte dell'ex Unione Sovietica, il Kazakistan è stata finora la destinazione in cui più cittadini russi si sono riversati non soltanto in macchina, ma anche in bici e perfino a piedi.

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che soltanto 300.000 persone con un precedente servizio militare o di altro tipo sarebbero state richiamate, ma da varie regioni russe sono emerse notizie di reclutatori che avrebbero radunato uomini tecnicamente fuori target. Ciò ha alimentato il timore di una chiamata molto più ampia, con l'invio di frotte di uomini di ogni età e provenienza negli aeroporti e ai valichi di frontiera.

"La mobilitazione è stata annunciata come parziale, ma secondo i documenti sembra essere una mobilitazione completa e le parole del Presidente non corrispondono a ciò che è scritto sulla carta" spiega un ragazzo in coda a un valico di frontiera per attraversare il confine a piedi. "Le persone che si trovano qui temono che prima o poi verrà annunciata una mobilitazione completa e allora nessuno potrà attraversare i confini".

Il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev ha assicurato che il suo paese - che in passato è stato legato a Mosca da rapporti di stretta cooperazione - garantirà l'assistenza e la sicurezza di coloro che fuggono dalla mobilitazione, condannando inoltre apertamente i referendum tenuti in Donbas per l'annessione alla russia

"L'integrità territoriale degli Stati deve essere inviolabile" ha dichiarato. "Questo è il principio chiave, e ne ho sempre parlato apertamente e chiaramente nell'arena internazionale. "

Nell'annunciare il numero di russi che attraversano il confine, il ministro degli Interni del Kazakistan Marat Akhmetzhanov ha dichiarato che le autorità del Paese non rimanderanno in patria coloro che si sottraggono al richiamo, a meno che non siano su una lista internazionale di ricercati per accuse penali.