Centrale di Zaporizhzhia, ecco cosa farà l'Agenzia dell'energia atomica

La missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) è riuscita a entrare nell'impianto nucleare più grande d'Europa, minacciato dal fuoco incrociato del conflitto, dopo un'attesa durata giorni e tra ostacoli e minacce di attacchi fino all'ultimo checkpoint.

Le dichiarazioni del direttore generale dell'Aiea non lasciano spazio al dubbio:

"L'integrità fisica della centrale" di Zaporizhzhia "è stata ripetutamente violata. È una cosa che non può continuare ad accadere".

Gli esperti hanno ispezionato la struttura - situata nel sud dell'Ucraina - dalla centrale operativa ai reattori, sorvegliati dai tecnici della compagnia statale russa Rosatom, che Mosca ha messo a guardia del lavoro del personale ucraino dopo aver preso il controllo della centrale a inizio marzo.

Un monitoraggio portato avanti nonostante i "rischi intrinseci" per il team di esperti e che ha fatto emergere le numerose criticità denunciate in queste settimane, subito rilevate dal direttore generale dell'agenzia Onu, Rafael Grossi.

Il suo allarme, lanciato dopo aver lasciato l'impianto, si accompagna all'annuncio che alcuni esperti dell'ente rimarranno "fino a domenica o lunedì", oltre la scadenza di sabato indicata dai filorussi.

Poi, però, l'auspicio di una "presenza permanente" per "stabilizzare la situazione e avere aggiornamenti regolari, affidabili, imparziali, neutrali" dovrà passare al vaglio degli uomini di Mosca, che insistono nel limitare lo spazio di manovra degli ispettori.

Le perplessità di Kiev

Mykhailo Podolyak, consigliere del capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina, ritiene "molto strano" che la missione dell'Aiea nella centrale nucleare di Zaporizhzhia sia durata solo due ore ma si riserva di vedere il rapporto degli esperti.

"È molto strano, secondo me - afferma parlando in tv, a quanto riporta l'Ukrainska Pravda - la parte ucraina crede che una missione di questo livello sia principalmente una missione ingegneristica, nucleare-fisica, non è arrivata solo per guardare la sala da pranzo o certe sale, ma è una missione che ha algoritmi specifici per studiare cosa succede al meccanismo di controllo di un'infrastruttura così complessa come una centrale nucleare. C'è un pericolo per la sicurezza, pertanto è sorprendente che sia durata solo 2 ore. Ma l'Aiea dice che manterrà un certo numero dei suoi membri permanentemente lì. Vedremo".

Zaporizhzhia resta sotto il fuoco dell'artiglieria

La missione internazionale è riuscita a entrare nel perimetro di Zaporizhzhia nel primo pomeriggio di giovedì, dopo ritardi e intoppi sulle strade e ai checkpoint, per cui Mosca e Kiev si sono rimpallate le responsabilità.

Fino all'alba di giovedì la cittadina di Energodar, dove ha sede la centrale, è rimasta sotto il fuoco di artiglieria russo, che avrebbe colpito anche diversi civili, secondo il sindaco Dmytro Orlov.

Attacchi che invece i filorussi hanno attribuito agli ucraini, denunciando anche un tentato blitz di una squadra di "sabotatori", dopo aver già annunciato nei giorni scorsi numerosi arresti di "terroristi". Un caos che ha fatto scattare il sistema di protezione dell'impianto, con la disattivazione del reattore numero 5, che è stato spento automaticamente alle 4.57 locali del mattino, dopo alcuni colpi di mortaio.

In serata, poi, i filorussi hanno fatto sapere che, nonostante l'attivazione del dispositivo di emergenza, il reattore numero 6 - anch'esso considerato a rischio - ha continuato a funzionare regolarmente.

Ma la situazione resta allarmante. Mosca ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per martedì.

Laportavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova ha dichiarato "Le radiazioni - ha detto, evocando le misure adottate dall'Ue per limitare l'ingresso dei cittadini russi - non hanno bisogno di un visto per attraversare i confini".

Le radiazioni non hanno bisogno di un visto per attraversare i confini

Mentre tutta l'attenzione del mondo resta su Zaporizhzhia,il conflitto continua, continua anche la controffensiva a sud verso Kherson in un tira e molla dipropaganda, tra avanzate rivendicate da Kiev con il blocco dei rifornimenti nemici attraverso i ponti sul fiume Dnepr e i "danni sostanziali" inflitti agli ucraini secondo la Difesa russa, che parla di oltre duemila soldati caduti in poco più di tre giorni sul fronte opposto.

Putin in visita a Kaliningrad

Della guerra è tornato a parlare anche Vladimir Putin in visita nell'enclave di Kaliningrado dove ha incontrato alcuni giovani studenti per l'inizio dell'anno scolastico.

"Il nostro compito, la missione dei nostri soldati e della milizia del Donbass è fermare questa guerra e proteggere le persone. E, naturalmente, proteggere la stessa Russia, perché sul territorio dell'odierna Ucraina hanno iniziato a creare un'enclave anti-russa che ha minacciato il nostro Paese. I nostri ragazzi stanno combattendo per proteggere la gente del Donbass e la stessa Russia".