Centro nazionale trapianti: 34 trapianti su pazienti con hiv in 2019

Red/Gtu

Roma, 30 nov. (askanews) - Sono 34 i pazienti sieropositivi che hanno ricevuto un trapianto nel 2019: in 19 casi si è trattato di un nuovo fegato, in 13 di un rene e in 2 di polmoni. E' il dato che emerge da un'analisi del Centro nazionale trapianti in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids, che si celebra domani. Complessivamente sono 485 i trapianti effettuati su persone con Hiv dal 2002 a oggi: 218 fegati, 143 reni, 9 cuori, 4 polmoni, un pancreas, 6 trapianti combinati rene-fegato e 5 rene-pancreas.

"Negli ultimi decenni lo sviluppo delle terapie antiretrovirali ha aumentato considerevolmente la sopravvivenza di chi convive con l'infezione da Hiv, e oggi molti soggetti sieropositivi hanno un'aspettativa di vita paragonabile a quella del resto della popolazione", spiega il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo, ricordando però che "l'incremento della sopravvivenza ha fatto emergere una crescita significativa di patologie croniche che in questi pazienti evolvono più rapidamente, come le malattie epatiche o quelle renali".

In pratica, oggi con l'Hiv si può vivere, e a lungo: ma più si va avanti con gli anni, più aumenta il rischio di soffrire di un'insufficienza d'organo, e a quel punto l'unica via d'uscita è il trapianto. Una soluzione per la quale in passato l'infezione da Hiv era considerata una controindicazione assoluta.

Ma - ricorda il Centro nazioanle trapianti - ora non è più così, e non solo i pazienti sieropositivi accedono al trapianto ma, da poco più di due anni, possono addirittura donare i loro organi dopo la morte. (Segue)