Centro Pecci di Prato acquisisce biblioteca Lara-Vinca Masini

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Image from askanews web site
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Milano, 4 giu. (askanews) - In occasione di Archivissima 2021 il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato ha annunciato il trasferimento nei suoi spazi dell'imponente archivio-biblioteca di Lara-Vinca Masini, nota storica d'arte e critica militante fiorentina scomparsa il 9 gennaio scorso a Firenze.

Con questo trasferimento il museo pratese incrementa notevolmente il proprio patrimonio documentale e amplia la sua vocazione scientifica e la sua natura d'istituzione per lo studio, la ricerca e la produzione culturale.

Questa importante acquisizione si inserisce in un contesto di grande attenzione e valorizzazione del patrimonio archivistico, parte fondamentale del programma della Direttrice Cristiana Perrella, come dimostrano iniziative di successo come il webinar pubblico dal titolo ARCHIVI E CENTRI DI DOCUMENTAZIONE D'ARTE CONTEMPORANEA. Pratiche e progetti a confronto tra musei e istituzioni in Italia promosso lo scorso 28 aprile dall'istituzione insieme all'Università degli Studi di Firenze e che ha visto la partecipazione di tutte le più importanti istituzioni italiane attive nel campo della conservazione e dello studio dei materiali di documentazione sull'arte contemporanea.

Gli archivi e i materiali da loro conservati, collocabili fra lo statuto del documento e quello dell'opera d'arte, saranno inoltre i protagonisti della mostra Musei di carta, curata da Stefano Pezzato e Andrea Viliani, Curatore e Responsabile del CRRI (Centro di Ricerca Castello di Rivoli) che il Centro Pecci inaugurerà il prossimo autunno.

Un contributo fondamentale all'acquisizione dell'archivio-biblioteca di Lara-Vinca Masini è stato offerto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, alla cui collaborazione con la studiosa, sostenuta negli ultimi dieci anni attraverso un vitalizio, si deve la conservazione e sistemazione della sua cospicua raccolta di materiali di studio in vista della destinazione finale al Centro Pecci, secondo quanto da lei stabilito nel 2010 con un atto di donazione.

Questo prevedeva infatti che l'archivio rimanesse in suo possesso vita natural durante e che venisse da lei inventariato e ordinato. "Ho scelto il Pecci - dichiarò la Masini al momento della donazione - perché credo che sia, sia stato e sarà l'unico centro regionale toscano per l'arte contemporanea. Il CID del museo è una realtà importantissima e desidero che dopo la mia morte i miei libri vi trovino casa".

Nato nel 1984 in seno al Comune di Prato e successivamente confluito nel Centro Pecci, il CID/Arti Visive è una risorsa unica e preziosa in Toscana, che conta circa 66.000 volumi e un'emeroteca con oltre 300 riviste, grazie ai Fondi acquisiti nel corso degli anni (da quello di Ferruccio Marchi, editore del Centro Di a quello di Francesco Vincitorio, direttore della rivista NAC, dall'archivio dell'artista Mario Mariotti fino a quello dell'architetto Leonardo Savioli e di sua moglie Flora Wiechmann, per citarne alcuni).

L'arrivo dell'archivio Masini sarà occasione per una ristrutturazione dei suoi spazi, con 700 mq di sale di lettura e consultazione che verranno riaperte al pubblico di studenti e studiosi italiani e internazionali nel prossimo anno, con la finalità di rendere sempre più accessibili i materiali raccolti e conservati, facendone materia viva, origine di nuove idee e nuovo pensiero sull'arte, e di consolidare il ruolo del Centro Pecci all'interno di un network di istituzioni culturali fondate sulla ricerca, secondo le linee programmatiche della direttrice Cristiana Perrella.