Centro sociale Bologna, al via lo sgombero: reazione degli occupanti

centro sociale Bologna

Centro sociale Bologna: a partire dalle 5.30 del mattino carabinieri e polizia, aprendo una rete, sono entrati nello spazio autogestito Xm24 in via Fioravanti. Una parte degli attivisti risulta ancora all’interno della struttura. All’arrivo delle forze dell’ordine hanno reagito con con fuochi d’artificio, striscioni e cori.

Centro sociale Bologna, lo sgombero

La struttura occupata si trova nella prima periferia della città emiliana, in zona Bolognina. All’esterno dell’edificio si è radunata una cinquantina di attivisti, i quali sono stati monitorati e controllati da alcuni agenti e militari in tenuta antisommossa. Altri attivisti, invece, sono ancora all’interno della struttura, altri ancora sventolano bandiere sul tetto dell’ex mercato ortofrutticolo. Chiuse alla circolazione durante l’attività di sgombero alcune aree limitrofe. Tra queste, una parte di via Bolognese, la rotonda Alex Langer, via Fioravanti e via Tibaldi. Così rende noto Ansa.

All’interno del centro sociale presenti anche i Vigili del fuoco. Nel cortile è stata fatta entrare una ruspa. Quando il mezzo ha cominciato le operazioni di sgombero e demolizione, gli attivisti all’esterno hanno iniziato a spingere le reti che delimitano l’area esterna dell’edificio. A tenerli a freno, ancora una volta, la polizia in tenuta antisommossa. Sarebbero almeno un centinaio gli attivisti che nelle ultime ore si stanno opponendo allo sgombero.

Oltre alla ruspa, gli agenti hanno fatto entrare il furgoncino di una ditta di traslochi.

La trattativa

La consigliera comunale Emily Clancy (coalizione civica), presente sul posto al momento dello sgombero, ha raccontato che a lei e all’avvocato che rappresenta gli attivisti non è stato permesso di entrare nell’area occupata. “Ora serve un tavolo politico tra istituzioni e attivisti per trovare uno spazio” per il centro sociale. Così ha commentato la Clancy.

Da tempo, infatti, era in corso una trattativa tra Comune e centro sociale. L’obiettivo mirava all’individuazione di una sede alternativa all’Xm. La decisione sorgeva alla luce della scadenza dell’accordo che consentiva agli attivisti di utilizzare i locali in Bolognina. L’ultimatum era stato a fine 2016, informa Il Resto del Carlino.

Dalla trattiva però, pare non si sia concretizzato alcun risultato. “Una storia infinita che continua…”, scrivono su Internet gli stessi attivisti. A difesa dell’esperienza dell’Xm24, sabato 29 giugno, avevano manifestato circa cinquemila persone. Ne era sorto un lungo corteo che aveva attraversato tutto il centro città e altri viali di Bologna, non senza disagi. Molte le polemiche che ne sono susseguite, soprattutto per il poco decorso e la scarsa attenzione dimostrata. Decine, infatti, le scritte con le bombolette spray con cui sono stati imbrattati muri, pensiline degli autobus e alcuni mezzi di trasporto di Tper, ricorda ancora Il Resto del Carlino.