Centro Wiesenthal gli regala testo di Hitler, Papa: no populismo

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Città del Vaticano, 23 giu. (askanews) - Una delegazione internazionale di 30 membri del Centro Simon Wiesenthal ha regalato al Papa, che li ha ricevuti mercoledì, un facsimile del documento nel quale Adolf Hitler teorizzava lo sterminio degli ebrei, e Francesco, a quanto hanno riferito, ha denunciato l'antisemitismo ancora presente ed ha messo in guardia dalla perdurante minaccia del populismo.

"Sua Santità", ha detto il rabbino Marvin Hier, fondatore e amministratore delegato del Simon Wiesenthal Center, "siamo davanti a lei oggi, 80 anni dopo la famigerata Conferenza di Wannsee, in cui 15 funzionari nazisti, otto dei quali dottorandi di alcune delle migliori università, presero la decisione, concordata con gli ordini di Hitler, di compiere un omicidio di massa di tutti gli ebrei d'Europa. A maggio 1945, oltre a sei milioni di ebrei, anche milioni di non ebrei, inclusi zingari, slavi, omosessuali e altri nemici del Reich erano stati uccisi. Per questo, Santità, siamo venuti qui oggi per presentare all'Archivio Vaticano uno dei documenti più significativi della storia dell'umanità: una copia di una lettera originale, dattiloscritta e firmata da Hitler il 16 settembre 1919, in cui egli traccia apertamente la necessità dello sterminio definitivo del popolo ebraico in Europa".

Hitler, nella lettera, scrive: "Il nostro scopo finale... deve essere la rimozione assoluta di tutti gli ebrei", obiettivo possibile "solo sotto un governo di forza nazionale, mai sotto un governo di impotenza nazionale".

L'originale della lettera di Hitler è esposta al Museum of Tolerance del Simon WIesenthal Center a Los Angeles.

"Quella che era iniziata come l'opinione di un uomo", ha sottolineato il rabbino Hier, "sarebbe diventata la politica statale della Germania nazista 22 anni dopo, il che ha portato all'omicidio sistematico di un terzo degli ebrei nel mondo. Questo documento mostra il potere delle parole ed è un monito per tutti a prendere sul serio le minacce di qualsiasi demagogo. Come insegna il Salmista, 'i cieli appartengono a Do, ma la terra è stata data all'uomo'. Siamo 'noi popolo', uomini e donne, che dobbiamo guidare la lotta contro l'antisemitismo, il pregiudizio e il genocidio. Sua Santità, il nostro mondo ha bisogno della sua guida ora più che mai. Come Simon Wiesenthal ha ricordato a tutti noi, 'La libertà non è un dono del Cielo, è qualcosa per cui dobbiamo lottare ogni giorno'".

Il Papa, riporta lo stesso centro Wiesenthal, "ha denunciato l'attuale ondata di antisemitismo e ha avvertito che quella del populismo continua a essere una minaccia". La nota del centro Wiesenthal non riferisce altro ma più volte, nel corso degli anni, papa Francesco ha paragonato l'insorgere di movimenti populisti di destra all'epoca nella quale Adolf Hitler fondò il nazionalsocialismo. Il Pontefice, prosegue la nota, "ha osservato che la lettera scritta e firmata da Hitler nel 1919 rivelava che a Hitler non importava del popolo tedesco e promuoveva solo un'ideologia pericolosa. Papa Francesco ha esortato il Simon Wiesenthal Center a continuare a fungere da ponte tra il passato e il futuro. Continuate a 'richiamare la storia in modo che possa essere al servizio del futuro'", le parole esatte del Papa.

Il Simon Wiesenthal Center è un'organizzazione non governativa con sede a Los Angeles (California), fondata nel 1977 e intitolata a nome di Simon Wiesenthal, ingegnere austriaco scampato all'Olocausto che dedicò gran parte della sua vita a raccogliere informazioni sui nazisti in latitanza per poterli rintracciare e sottoporre a processo tanto da guadagnarsi il soprannome di "cacciatore di nazisti".

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