Centrodestra, manovre al Senato

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L'obiettivo è costruire un nuovo partito, alleato con Matteo Salvini, ma alternativo alla Lega, una sorta di polo moderato, di fatto una nuova Forza Italia 2.0 senza Silvio Berlusconi. Con dentro tutti i delusi di Forza Italia (ex o meno) che non vogliono morire salviniani, i 'totiani' di 'Cambiamo', chi vuole dialogare con Matteo Renzi, ma non vuole passare con i 'renziani' di 'Italia Viva'. Un contenitore politico, con gruppi parlamentari autonomi, che vedrebbe benissimo Mara Carfagna come 'front woman'.  

L'operazione potrebbe partire da subito, visto che i 'numeri' ci sarebbero già al Senato e il gruppo si formerebbe avvalendosi del simbolo di Idea, guidata da Gaetano Quagliariello. Più complicata, invece, la situazione alla Camera dove il quadro resta molto fluido.  

Tra i più attivi per la realizzazione del progetto a Montecitorio Renata Polverini e a palazzo Madama Paolo Romani, ex azzurro passato nella formazione di Giovanni Toti. In questi giorni le trattative si sono fatte più frenetiche, tra incontri e contatti riservati. ''Il gruppo al Senato è già pronto e potrebbe partire a breve, il problema è alla Camera, ma ci stiamo lavorando" confida all'Adnkronos Romani, che era presente alla cena con parlamentari azzurri organizzata dalla Polverini la settimana scorsa al ristorante Gina, dove è passata anche Carfagna. 

''A quella cena c'ero in rappresentanza di 'Cambiamo'. La politica, si sa, si fa soprattutto a tavola'', sorride Romani, che ci tiene a rimarcare le differenze dalla Lega salviniana per precisare le "ragioni politiche" della 'nuova cosa' che sta nascendo: ''La mia le sembra la faccia di un sovranista? Noi vogliamo restare nel perimetro del centrodestra, siamo necessariamente alleati con Salvini ma distinti dalla Lega e Fdi''.  

Quindi, in sostanza, puntate a 'coprire' a sinistra e al centro Salvini, rispettivamente con Toti e Carfagna, sostituendovi a Fi? ''Sì'', replica Romani, che spiega: ''Si tratta di riproporre lo stesso schema bocciato da Berlusconi", ovvero il ''ticket Toti-Carfagna'' indicati come coordinatori nazionali, ''ma con una differenza sostanziale: facendo giocare questa coppia fuori dal recinto di Fi''. ''Bisogna, però convincere Mara a lasciare Fi: per ora lei prende tempo, è molto combattuta, eppure sarebbe il volto giusto, insieme a Giovanni''. 

Romani non 'chiude' nemmeno ai Cinque stelle delusi dalla gestione Di Maio (''Più siamo, meglio è, le porte sono aperte'') e non esclude di coinvolgere anche l'area ex Dc di Fi, dall'Udc di Lorenzo Cesa alla Dca di Gianfranco Rotondi: ''Alla fine saranno anche loro della partita, l'intentenza seguirà...'', scommette l'ex ministro. L'ora x, raccontano, dovrebbe scattare al Senato: oltre una decina di malpancisti (per lo più forzisti) sarebbero pronti a staccarsi per aderire al Misto e dar vita alla 'gamba moderata' di una coalizione ortodossa e leale di centrodestra, alleata con Lega-Fdi ma senza Fi, alternativa al blocco Pd-M5S, con alla guida il tandem Toti-Carfagna. Nascerebbe così una sorta di polo moderato stimato nel 3-4%, 'benedetto' da Salvini, che coprirebbe il 'Capitano' al centro.