##Centrodestra a opposizione Conte 2.Ma è gelo Berlusconi-Salvini

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Roma, 30 ago. (askanews) - La distanza è nella forma ma anche nella sostanza. Nelle immagini e nelle parole. Le trattative sul governo giallo-rosso rimettono i tre partiti del centrodestra tutti dalla stessa parte, cioè all'opposizione. Ma 14 mesi di esecutivo Lega-M5s hanno creato un solco che adesso appare sempre più difficile da colmare.

La rappresentazione plastica si è avuta oggi in occasione delle consultazioni del premier incaricato, Giuseppe Conte. Matteo Salvini e Giorgia Meloni lo hanno snobbato, scegliendo di mandare una delegazione "acefala". Silvio Berlusconi, invece, è tornato appositamente da Arcore. Non è soltanto una scelta di stile, una forma di rispetto. E' la volontà precisa di incarnare una opposizione responsabile, di provare a recuperare spazio al centro scegliendo di mostrarsi, finalmente, non più subalterni al Carroccio. Per la prima volta dall'inizio di questa crisi, infatti, l'ex premier dà esplicitamente la colpa al segretario della Lega di aver spianato la strada a un governo di sinistra. Ma non soltanto, l'accusa più forte è quella di aver continuato senza pudore a flirtare con i pentastellati. "Durante questa crisi di governo - dice - il fatto che la Lega abbia proposto fino all'ultimo minuto un governo con il M5s pone un problema politico molto serio sul quale tutti gli elettori di centrodestra devono riflettere". Parole a cui il capogruppo del Carroccio al Senato, Massimiliano Romeo, risponde ricordando che è stata Forza Italia per prima a governare con Il Pd.

Berlusconi, nonostante ciò, continua a considerare il centrodestra come campo di riferimento. Ma, come già aveva fatto dopo le consultazioni al Quirinale, ripete che deve trattarsi di una coalizione de-sovranizzata. "Oggi - spiega - dobbiamo ricostruire, rilanciare e rafforzare quel centrodestra che non è un'alleanza di sovranisti e populisti. Solo Forza Italia può essere anima, centro pensante".

Se da una parte c'è un'opposizione responsabile, come quella profilata dagli azzurri, dall'altra Lega e Fratelli d'Italia scelgono toni decisamente più barricaderi. La sottosegretaria uscente del Carroccio, Lucia Borgonzoni, arriva addirittura a sperare che "non si trovino i voti" per far partire il governo. Non solo. "Volevamo avere dal presidente una rassicurazione che non verrano toccati certi provvedimenti, un no netto - aggiunge - non è stato detto".

Il partito di Giorgia Meloni mantiene la linea avuta sin dall'inizio: tornare al voto. "Saremo nettamente all'opposizione, senza sconti alcuni. E' inaccettabile - dice il capogruppo al Senato, Ciriani - che nasca solo per salvaguardare posizioni di potere e negare il voto ai cittadini. La nostra richiesta ribadita a Conte è quella di tornare al voto. Per questo faremo opposizione in Parlamento e nelle piazze".