Ceolini (Assocalzaturifici): "Settore rialza la testa ma servono più giovani"

(Adnkronos) - Il calzaturiero italiano è in rimonta e al Micam, il salone internazionale in corso a fieramilano (Rho), continua la sua corsa, dopo la crescita nel fatturato registrata nel primo semestre dell'anno, a +14,5%. Con oltre 1.000 brand esposti, la più grande vetrina internazionale sulla calzatura si conferma l’appuntamento leader per il comparto. Un settore che continua nella sua ripresa inseguendo l’obiettivo di raggiungere i livelli di fatturato pre-Covid. "I segnali che stiamo avendo in queste ore sono molto incoraggianti - spiega all'AdnKronos Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici e di Micam -. La gente ha voglia di uscire di casa e si vede dal numero di stranieri presenti in fiera. L'incoming è molto più importante rispetto alle altre stagioni, dopo due anni di Covid e nonostante le incertezze legate alla guerra. Sono tornati i buyer e lavoriamo per portarne ancora di più".

Il settore del calzaturiero, sottolinea Ceolini, "ha rialzato la testa anche se tante aziende hanno chiuso. Ci sono mercati, come Francia e Germania, che hanno registrato +23% in valore e gli Stati Uniti, che grazie al cambio favorevole, hanno segnato +65%". All'orizzonte restano però delle incertezze legate allo scenario macroeconomico. "Noi non siamo energivori - evidenzia Ceolini - ma il caro energia tocca tantissimo la filiera, con alcune concerie che hanno raggiunto punte di rincari del 700%. Inoltre, la carenza di materie prime non aiuta e abbiamo problemi nel trovare persone specializzate, si ricerca personale a tutti i livelli".

A mancare nel comparto, lamenta la numero uno di Assocalzaturifici, sono soprattutto i giovani. "Quello del cambio generazionale è un problema - dice Ceolini - devono aiutarci le scuole, gli Its, a invogliare i ragazzi e noi per primi dobbiamo attrarli. Con il digitale abbiamo raggiunto un buon livello per favorire l'avvento di giovani in azienda, anche con tecnologie più adatte alla loro età. Anche a livello di sviluppo e modelleria ci sono tanti lavori adatti alla tecnologia e al digitale, per ragazzi che hanno voglia di lavorare all'interno ma bisogna attirarli".

Il lavoro manuale, chiosa Ceolini, "è visto come un lavoro sporco dai genitori di questi ragazzi ma non è così". Vedere come una pelle viene realizzata e poi veder nascere una scarpa, con tutto il suo percorso, è qualcosa di "unico". "I ragazzi se ne innamorano e hanno voglia di lavorare manualmente - assicura Celoni - ma sono i loro genitori a frenarli". Quindi lancia un appello: "Servono tanti giovani".