C'era una volta il tormentone estivo, ora c'è il Pop-It

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Pattern with rainbow pop it anti-stress toy isolated on pink background. Close-up. (Photo: Evgeniia Siiankovskaia via Getty Images)
Pattern with rainbow pop it anti-stress toy isolated on pink background. Close-up. (Photo: Evgeniia Siiankovskaia via Getty Images)

Tutti lo vogliono e miliardi di video su TikTok ne sono la prova. Pop It è il coloratissimo giochino anti-stress che imperversa sul web, nelle case e sulle spiagge in questa estate 2021. Il meccanismo è semplice: il Pop It è un disco anti-stress di silicone morbido in cui sono presenti delle bolle che vanno schiacciate da un lato e si rigonfiano dall’altro. Quindi basta girarlo per ricominciare da capo. Il giocattolo fa tornare alla mente il pluriball, la famosa plastica da imballaggio composta da bollicine che tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo divertiti a far scoppiettare.

Così il Pop It è diventato un vero e proprio tormentone, al pari delle hit musicali diffuse dalle radio nei nostri pomeriggi trascorsi sotto l’ombrellone. Una moda estiva, ma non una novità: gli ex ragazzini oggi adulti ricorderanno i tempi in cui giocavano con trottole, Yo Yo e cubi di Rubik.

Dietro la semplicità del passatempo, disponibile in forme e colori diversi, si celano numeri stellari. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, su TikTok i contenuti inerenti il giochino hanno fatto registrare 12,5 miliardi di visualizzazioni fino a metà agosto, trasformando ciò che i produttori e venditori pensavano sarebbe stata una moda fugace in un’ossessione alimentata dai social media.

La ventenne di Houston Fer De Leon, insieme al fratello sedicenne Mau De Leon, a marzo 2020 ha aperto un canale TikTok che contiene prevalentemente video sui Pop it. Al momento i fratelli hanno superato i 3 milioni di follower e possiedono un e-commerce dove vendono il gioco ed altri fidget toys.

Le vendite vanno a gonfie vele. FoxMind, primo produttore di Pop It, nel 2019 ha venduto negli Stati Uniti 700mila pezzi mentre, tra il 2020 e il 2021, ben 7 milioni. ”È stata un’esplosione nucleare”, ha detto David Capon, presidente di FoxMind al WSJ. E, se si considera che il gioco è ormai prodotto e venduto da moltissime altre aziende, le stime sono da fare accapponare la pelle.

- (Photo: Natalia Tishkova via Getty Images/iStockphoto)
- (Photo: Natalia Tishkova via Getty Images/iStockphoto)

Al di là della pubblicità ricevuta grazie ai social network, alcuni ipotizzano che il successo dei Pop it abbia a che fare anche con il Covid-19 per via dell’efficacia che il giochino avrebbe nel dare sollievo allo stress dovuto all’ansia del contagio e all’isolamento. Il Wall Street Journal è arrivato a definirlo “the toy of the pandemic” (“il giocattolo della pandemia”).

- (Photo: filadendron via Getty Images)
- (Photo: filadendron via Getty Images)

Insomma: il variopinto disco di silicone è solo l’ultimo dei passatempi analogici che, col loro successo globale, vincono una sfida non semplice in un’epoca votata alla realtà virtuale e allo scrolling selvaggio.

Gli esempi sono numerosi. Nel 2017 era stata la volta dei Fidget Spinner, colorate trottole antistress. L’oggetto era semplice: un piccolo cuscinetto bi o trilobato da tenere fra due dita che, grazie a un gioco di dischetti, poteva ruotare centinaia di volte su se stesso una volta avviato. “Lo voglio, ce l’hanno tutti i miei amici” è la fatidica richiesta che milioni di genitori in tutto il mondo avranno prima ascoltato e poi esaudito, mettendosi in fila nei negozi di giocattoli o in edicola con loro figlio, mano nella mano, per accaparrarsi almeno una trottola.

Una volta ottenuto l’oggetto del desiderio, i bambini si sarebbero dilettati in evoluzioni, acrobazie e gesti sempre più complessi imitando i video tutorial virali sui social. Ai tempi, il New York Post definì i fidget spinner “giocattoli anti-stress con poca tecnologia e venduti a basso prezzo”, diventati “una moda in grado di attraversare l’intero Paese” lasciando i negozi senza scorte.

Ma la lista dei “giocattoli-tormentone” è lunga. Qualcun altro ricorderà le palline di gomma piene di gel da stringere nelle mani tanto in voga qualche anno fa: sollievo per lo stress degli adulti, divertimento per i più piccoli. Addirittura, ormai oltre un decennio fa, le sfide con un’altra trottola, la beyblade, divennero disciplina sportiva con tanto di tornei regionali e un campionato italiano ufficiale.

E come dimenticare la molla Slinky, uno dei più grandi successi commerciali del settore dei giocattoli. Ha accompagnato gran parte degli anni Novanta e Duemila, ma la sua nascita risale addirittura agli anni Quaranta quando un ingegnere navale creò una struttura a molla elicoidale, capace di allungarsi a dismisura per poi tornare alla forma iniziale.

In tutti i casi si tratta (e si tratterà) non solo di fenomeni di massa destinati a muovere giri di affari da milioni di euro, ma anche di oggetti da incastonare nell’immaginario collettivo e, perché no, nella nostra scatola dei ricordi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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