"Certe manovre finanziarie sono inconciliabili con la Chiesa". La stoccata del Papa

Certe operazioni finanziarie sospette, che sono al vaglio della magistratura e quindi non sono oggetto al momento di una valutazione definitiva, "al di la' dell'eventuale illiceità mal si conciliano con la natura e le finalità della Chiesa". Lo ha detto Papa Francesco inaugurando l'anno giudiziario vaticano. È stato "avviato un processo di conformazione della propria legislazione alle norme del diritto internazionale e, sul piano operativo, si e' impegnata in modo particolare a contrastare l'illegalita' nel settore della finanza a livello internazionale".

La Santa Sede non ha alcuna intenzione di rallentare la lotta a ogni forma di illecito finanziario e promette rigore di fronte a quei casi "sospetti" che, anche se lontani da un giudizio definitivo, generano sconcerto e sconforto nella Chiesa. Papa Francesco avverte chiaramente che la sua intenzione è quella di non deflettere, e a maggior comprensione di tuti spiega che l'aver aderito a certi standard internazionali, aver accettato di far proprie certe riforme non è stato piegare il collo di fronte a pressioni esterne. Quelle riforme, addirittura, sono aa considerarsi parte integrante ed essenziale della missione e della attività della Chiesa.

"La Santa Sede ha avviato un processo di conformazione della propria legislazione alle norme del diritto internazionale e, sul piano operativo, si è impegnata in modo particolare a contrastare l'illegalità nel settore della finanza a livello internazionale", ha detto il Papa di fronte ad un uditorio specializzato e molto sensibile alla questione. Si tratta del Promotore di Giustizia, Gian Piero Milano, dei Prelati Uditori, degli Officiali e degli avvocati del Tribunale dello Stato vaticano.

Insomma, tutta la magistratura inquirente e giudicante dello Stato della Chiesa. Quelli che hanno dovuto affrontare, nel corso degli ultimi anni, dossier scottanti come Vatileaks e palazzi londinesi. Non ovunque è stato raggiunto il grado definitivo di giudizio, e nessuno cita singoli casi, ma le parole del Papa in questa cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario sono forti e chiare.

Per fare chiarezza, spiega infatti Bergoglio, la Santa Sede "ha alimentato rapporti di cooperazione e condivisione di politiche ed iniziative di contrasto, creando presidi interni di sorveglianza e di intervento capaci di effettuare severi ed efficaci controlli". Risultato: "Recentemente sono state portate alla luce situazioni finanziarie sospette, che al di là della eventuale illiceità, mal si conciliano con la natura e le finalità della Chiesa, che hanno generato disorientamento e inquietudine nella comunità dei fedeli".

Certo, resta fermo "il principio della presunzione di innocenza delle persone indagate". Ma un primo "dato positivo è che proprio in questo caso, le prime segnalazioni sono partite da Autorità interne del Vaticano, attive, sia pure con differenti competenze, nei settori della economia e finanza". E questo "dimostra efficacia e l'efficienza delle azioni di contrasto, così come richiesto dagli standard internazionali".

La strada imboccata, quindi, non verrà abbandonata. Al contrario: "La Santa Sede è fermamente intenzionata a proseguire nel cammino intrapreso" nella lotta agli illeciti finanziari, "non solo sul piano delle riforme legislative, che hanno contribuito ad un sostanziale consolidamento del sistema, ma anche avviando nuove forme di cooperazione giudiziaria sia a livello di organi inquirenti che di organi investigativi, nelle forme previste dalle norme e dalla prassi internazionale".

Il lavoro sarà complesso e faticoso, quindi il Papa raccomanda tre virtù cardinali: fortezza, prudenza e temperanza. Nelle sue stesse parole la spiegazione: "La giustizia da sola non basta, ha bisogno di essere accompagnata".

La prudenza, infatti, "ci da' la capacità di distinguere il vero dal falso e ci consente di attribuire a ciascuno il suo". La temperanza "come elemento di moderazione ed equilibrio nella valutazione dei fatti e delle situazioni ci rende liberi di decidere in base alla nostra coscienza". Infine, la fortezza "ci consente di superare le difficoltà che incontriamo, resistendo alle pressioni ed alle passioni".

Fortezza e poi ancora fortezza: "In special modo a voi può esservi di aiuto nella solitudine che spesso sperimentate nel prendere delle decisioni complesse e delicate". Aggiunge il pontefice: "Per favore, non dimenticate che nel vostro impegno quotidiano vi trovate spesso di fronte a persone che hanno fame e sete di giustizia, persone sofferenti, talora in preda ad angosce e disperazione esistenziale". Fame e sete di giustizia, là dove si rischia di far crescere il disorientamento nella Chiesa.