##Certificato Covid, Reynders: potremo viaggiare ovunque nell’Ue

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Bruxelles, 8 giu. (askanews) - La plenaria del Parlamento europeo voterà, oggi a Strasburgo, l'approvazione del regolamento per il nuovo certificato Covid digitale europeo (il risultato del voto si saprà domattina). Nel dibattito svoltosi oggi in plenaria, il commissario Ue alla Giustizia, Didier Reynders, ha sottolineato che "con il certificato Covid digitale i cittadini avranno uno strumento pratico che potranno usare per viaggiare in modo sicuro in Europa questa estate, uno strumento che sarà accettato ora dovunque decidano di andare dell'Unione europea".

"La Commissione - ha ricordato Reynders - aveva proposto il regolamento il 17 marzo scorso e ora, solo due mesi e mezzo più tardi, in un tempo record, il Parlamento europeo voterà l'accordo raggiunto con il Consiglio Ue. Con questo regolamento ogni cittadino nell'Unione avrà il diritto legale di ricevere un certificato Covid" che attesti che è stato vaccinato, o sottoposto a un test molecolare o antigenico con risultato negativo, o che è guarito ed è immune dopo aver contratto il virus. "Il certificato - ha sottolineato - sarà gratuito, facilmente accessibile a tutti i cittadini europei, e sarà condiviso e accettato da tutti gli Stati membri".

"Gli Stati membri - ha rilevato il commissario alla Giustizia - non potranno decidere restrizioni di viaggio aggiuntive per i detentori del certificato Covid europeo, salvo in casi eccezionali quando queste misure, che devono essere proporzionali, sono necessarie per salvaguardare la salute pubblica. Se delle restrizioni aggiuntive sono imposte in questi casi eccezionali, per esempio causa dell'apparizione di varianti preoccupanti del virus, gli Stati membri dovranno informarne gli altri paesi Ue, la Commissione europea e il pubblico in anticipo", fornendo le motivazioni.

"In più la Commissione ha proposto di adattare la raccomandazione del Consiglio Ue" sul coordinamento delle misure nazionali di restrizione dei viaggi, per metterla "in linea con l'accordo sul certificato Covid europeo".

Reynders ha sottolineato anche che "c'è un livello molto alto di protezione dei dati personali che è pienamente assicurato dal testo del regolamento".

"Il voto di oggi dell'Europarlamento e una tappa importante, ma per la Commissione - ha precisato il commissario - il lavoro non finisce qui: stiamo lavorando con gli Stati membri giorno e notte per fare del certificato Covid europeo una realtà sul terreno", portando a termine la preparazione dell'infrastruttura tecnica e digitale necessaria.

"Già oggi molti Stati membri stanno emettendo certificati Covid per le persone che sono vaccinate, o hanno fatto i tamponi o sono guarite dalla malattia. Per assicurare una diffusione agevole dei certificati Covid la Commissione ha incoraggiato gli Stati membri a cominciare già ora ad emettere questi certificati, usando le loro misure nazionali esistenti. E' importante cominciare già adesso: più problemi risolviamo ora, più certificati possiamo già emettere, più facile sarà il processo durante l'estate. Altrimenti - ha avvertito Reynders - rischiamo un 'big bang' al primo luglio che non possiamo permetterci".

"La Commissione - ha ricordato ancora - ha sostenuto questo processo lanciando la piattaforma digitale di accesso ('gateway') che contiene le chiavi pubbliche necessarie per la verifica dei certificati, dato che nessun dato personale è scambiato attraverso il 'gateway'. Gli Stati membri possono già usarne la funzionalità: diversi stati membri si sono in effetti già connessi al 'gateway' e hanno cominciato ad emettere i primi certificati europei, e alcuni cittadini sono già in grado di ricevere il proprio certificato digitale Covid europeo".

"Il lavoro tecnico per attuare il quadro del certificato digitale è stato condotto parallelamente ai negoziati politici sul regolamento; e questo era necessario, a causa del poco tempo a disposizione, per assicurare una messa in opera agevole del sistema".

Nella fase di lancio del sistema tecnico, ha spiegato il commissario, "dal 10 maggio, 26 paesi hanno già testato con successo la loro connessione con il gateway europeo; sette stati membri si sono già connessi con il gateway e hanno cominciato a emettere i primi certificati Ue. Altri sei paesi hanno concluso tutti i controlli necessari e sono ora pronti all'attivazione. Così avremo sempre più emissioni di certificati nazionali in vista del primo luglio. Naturalmente per avere il certificato Ue sarà necessaria una legge nazionale prima del primo luglio".

Quanto ai costi, ha aggiunto Reynders, "la Commissione è d'accordo con il Parlamento europeo sul fatto che i test debbano essere economicamente accessibili a tutti i cittadini, e soprattutto per quelli che devono attraversare regolarmente le frontiere. Ma anche per i giovani che magari all'inizio dell'estate non potranno ancora essere ancora vaccinati", e dunque per viaggiare dovranno ricorrere ai test.

"Per sostenere questo sforzo - ha continuato - la Commissione ha deciso di mobilitare 100 milioni di euro attraverso lo strumento di sostegno per le emergenze, in modo da fornire i test necessari per l'emissione di un certificato Covid europeo. Il sostegno sarà fornito sotto forma di sovvenzioni che gli Stati membri potranno utilizzare per effettuare i test; le procedure amministrative sono in fase di preparazione e le autorità nazionali hanno ricevuto ieri, 7 giugno, un invito per individuare i punti di contatto per la sottoscrizione delle sovvenzioni. Questo si aggiunge ai 100 milioni che sono già stati mobilitati dall'Ue per acquistare 20 milioni di test rapidi antigenici, che sono stati poi consegnati agli Stati membri".

"Guardando oltre l'Ue, la Commissione è in contatto con diversi paesi terzi per valutare l'interoperabilità dei loro sistemi con il certificato europeo, nel pieno rispetto delle regole Ue di protezione dei dati personali. Questo promuoverà il certificato europeo come standard internazionale", ha spiegato ancora il commissario.

Il lavoro sul certificato Covid e l'approvazione del regolamento in tempi record "dimostrano che quando c'è la volontà politica le tre istituzioni europee possono trovare soluzioni a beneficio dei cittadini", ha concluso Reynders.

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