CES 2019, a Las Vegas l'auto scommette sul futuro

feedback@motor1.com (Massimo Grassi)
Byton M-Byte

Tra modelli veri e tecnologie futuristiche, ecco cosa ci aspetta

Forse non è un caso che il CES si tenga a Las Vegas. Perché è giusto che nella capitale del gioco d’azzardo si piazzino scommesse (spesso anche pesanti) sul futuro di tutto ciò che è elettronico. Auto comprese. Scommesse a volte già vinte in partenza, altre al limite dell’incredibile e altre che rischiano di rivelarsi grandiosi bluff. Ma tutte affascinanti e capaci di farci immaginare un futuro incredibile. Proprio come ogni scommessa che si rispetti.

Un appuntamento che negli ultimi anni ha visto sbarcare sempre più Case automobilistiche, capaci di catalizzare l’attenzione di spettatori e non solo. Sono sempre più le aziende attratte dal mondo della mobilità, pronto a fare il grande balzo verso l’elettrificazione di massa e – soprattutto – verso la guida autonoma. Ma cosa si è visto di davvero interessante al CES 2019 per quello che riguarda il futuro dell’auto?

Mercedes CLA

I soliti noti

Partiamo però da ciò che di normale si è visto al CES, ovvero la nuova Mercedes CLA, la berlina con anima da coupé della Stella, giunta alla sua seconda generazione con misure aumentate, più sportività e sistema di infotainment MBUX migliorato. Un modello vero che ha preferito l’appuntamento di Las Vegas al Salone di Detroit (in programma dal 14 al 27 gennaio).

Al suo fianco un modello che per ora è solo un concept ma che nei prossimi anni diventerà un’auto vera e propria: la BMW iNext, SUV elettrico che la Casa tedesca utilizza come manifesto tecnologico e di stile in vari saloni. Un prototipo che a Las Vegas mostra cosa voglia dire stare a bordo di un'auto a guida autonoma.

Appartiene invece a un universo di fantasia la Hyundai Elevate, prototipo con ruote attaccate a “zampe”, per arrivare là dove nemmeno un fuoristrada duro e puro potrebbe sognarsi.  

Come si evolve la guida autonoma

Automobilisti in estinzione

Un po’ come successo ai dinosauri, sul mondo dell’auto si sta per abbattere un meteorite che porterà all’estinzione degli automobilisti. Al loro posto arriveranno computer super intelligenti, con telecamere, radar e lidar al loro servizio.

Sensori sempre più precisi che, come immaginato da Magneti Marelli, potranno trovare spazio all’interno di gruppi ottici (naturalmente a LED). Se già oggi il danno a un fanale (parcheggi distratti & co. insegnano) manda in crisi molti automobilisti, figuriamoci se questo contiene anche altri elementi ancora più delicati. Ma se si vogliono “liberare” le carrozzerie questa sembra una delle strade più efficaci.

Già, le carrozzerie. Tra elettrificazione e guida autonoma le forme delle auto sono destinate a cambiare, con linee ora più squadrate, come il Rinspeed Microsnap i bus di Bosch e ZF, oppure con stili derivati direttamente dai film di fantascienza e abitacoli sempre più simili a salotti.

Bosch Shuttle on demand

Ma se la vera guida autonoma (Livello 4 e Livello 5) è ancora una chimera, in un futuro nemmeno troppo lontano potremmo dire addio alle noie da parcheggio, lasciando che sia l’auto stessa a trovare posto negli autosili, per poi farci venire a prendere semplicemente premendo un’icona sul nostro smartphone.

Futuro affascinante che poggerà non solo su sensori ma anche su una connettività ultra veloce: il 5G. Condizione necessaria perché i tanto decantati V2V e V2X - vehicle to vehiclee vehicle to X, ovvero la capacità dei mezzi di trasporto di comunicare sia tra di loro sia con le diverse infrastrutture cittadine – possano diventare realtà.

Nuovi protagonisti

Tante tecnologie che vedono protagonisti non solo i soliti nomi dell’automobile, ma anche aziende (più o meno grandi) che con l’auto non hanno avuto molto a che fare, Google in primis. Oppure realtà che stanno ripensando il proprio impatto sul mondo della mobilità. Un esempio su tutti: ZF. Da “semplice” produttore di trasmissioni a ideatore di tecnologie per la guida autonoma.

KIA-r-e-a-d me

Ci sono poi altri colossi come Microsoft ed LG, fresche firmatarie di un’intesa per lo sviluppo di piattaforme per la guida autonoma, oppure Qualcomm, colosso nel campo dei microprocessori, sempre più impegnato a trovare nuove soluzioni per la mobilità.

Nuovi giocatori al tavolo, fianco a fianco con chi l’auto la maneggia da sempre, per dare vita ad alleanze fino a qualche anno fa ritenute improbabili. Colossi del web che vedono nella mobilità parte del proprio futuro, con l’auto destinata a cambiare sono solo nelle forme e nella trazione, ma anche nel tipo di utilizzo.

Da possesso al sempre più citato “mobility as a service”. Così l’automobile privata diventerà sempre più merce rara, trasformandosi in un mezzo condiviso. Un car sharing globale che avrà bisogno di connettività a prova di bomba, assieme a software e hardware sempre più evoluti.

Cosa fare durante un viaggio?

Se guidare per alcuni può risultare noioso, forse anche sorbirsi lunghi viaggi con un computer ad occuparsi di ogni aspetto della guida può essere tedioso. Una volta consumato lo smartphone a guardare ogni post di Facebook dei nostri amici, assieme a foto e storie su Instagram, cosa si fa?

Audi experience CES

La risposta è: infotainment sempre più grandi e ricchi, con monitor in ogni dove. Un fiorire di schermi con diagonali che non sfigurerebbero sulle tv dei nostri salotti. Esagerato? Ditelo alla Byton e ai 48” del monitor che occupa l’intera larghezza della plancia della M-Byte, SUV 100% elettrico. Una meraviglia in alta definizione accompagnato da altri 4 monitor sparsi qua e là.

C’è chi, come Hyundai, fa ancora di più e trasforma direttamente tutto il parabrezza in un immenso schermo. In effetti, se non si sta guidando, a cosa serve guardare sempre e solamente la strada davanti a noi?

È invece dedicata unicamente ai passeggeri posteriori la realtà aumentata firmata da Audi, con sensori collegati all’auto in modo da trasformare un semplice viaggio in un’esperienza sempre diversa. In quel del CES ad esempio una e-tron permetteva di mettersi nei panni di Rocket (personaggio del prossimo film Marvel “Avengers: Endgame”) in una folle corsa nello spazio, con la navicella virtuale a replicare i movimenti del SUV elettrico dei 4 Anelli.

Infotainment cinematografici che, secondo il concept di Kia, in grado anche di leggere le nostre emozioni e settare l’abitacolo per rilassarci il più possibile, tramite cromoterapia, immagini e musica.

Auto, tra presente e futuro al CES

Come per magia

Un aiuto per gli infotainment di domani potrebbe arrivare dal mondo degli smartphone e delle TV, con nuovi schermi pieghevoli in grado di scomparire o rimpicciolirsi a seconda delle situazioni e delle necessità. Al CES 2019 infatti si è visto per la prima volta un telefono in grado di piegarsi a portafogli e firmato dalla sconosciuta Royole FlexPai.

È invece firmato LG il primo televisore che scompare letteralmente all’interno di una (passateci il termine) “scatola”, avvolgendosi su se stesso come fosse una tapparella. Così da un alloggiamento apparentemente piccolo come un porta oggetti, potrebbe sorgere un grosso monitor per gustarsi un film o lavorare, mentre l’intelligenza artificiale ci porta a destinazione.

Novità che potrebbero rappresentare l'ennesima contaminazione tra 2 mondi apparentemente differenti, ormai destinati a camminare fianco a fianco, trasformando per sempre l'auto.