Ceta, assessore Lombardia: numeri lo dimostrano, accordo non va

Mda

Milano, 20 set. (askanews) - "Gli accordi di libero scambio fatti in questo modo non sono la soluzione e penalizzano la nostra agricoltura. Il saldo negativo tra esportazioni e importazioni dal Canada ne è la prova. Il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, due eccellenze della Pianura Padana e portabandiera del Made in Italy nel mondo, a due anni dell'entrata in vigore in via provvisoria del Ceta hanno visto crollare di un terzo le esportazioni in Canada". Lo ha detto l'assessore regionale all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi in merito ai dati relativi all'accordo di libero scambio tra Italia e Canada, entrato in vigore in via provvisoria il 21 settembre 2017.

Secondo un'analisi Coldiretti sui dati Istat, le esportazioni di Grana Padano e Parmigiano Reggiano in Canada si sono ridotte del 32 per cento, scendendo a soli 1,4 milioni di chili nel primo semestre del 2019.

"Chiediamo al Parlamento di riflettere bene su questi dati - ha aggiunto Rolfi - è paradossale vedere come l'aumento del falso Made in Italy danneggi il nostro export e quindi i nostri agricoltori. L'Italia sta applicando il Ceta senza che il Parlamento, sovrano, l'abbia ancora ratificato. E' tempo di decidere".

"L'agroalimentare italiano va difeso per la propria qualità, sicurezza alimentare e distintività di prodotti, derivanti da una biodiversità che non ha pari al mondo - ha sottolineato l'esponente della Giunta regionale -. Dobbiamo pretendere che qualsiasi accordo di scambio avvenga a parità di doveri e a parità di regole".

"Il Consiglio regionale della Lombardia, rappresentativo di oltre 10 milioni di persone, si è già espresso contro il Ceta nella scorsa legislatura - ha ricordato Rolfi -. Se necessario, riporteremo la questione in Aula, per rilanciare la discussione e sollecitare il Parlamento nazionale a legiferare in difesa degli interessi del nostro agroalimentare".