Cgia: lockdown alle tasse e rimborsi più pesanti per altri 80 miliardi

·3 minuto per la lettura
vaccino coronavirus
vaccino coronavirus

”Le istituzioni devono muoversi insieme con i cittadini, oggi esiste uno scollamento tra una fetta importante della popolazione e le istituzioni”. Lo ha affermato il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia e neo presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga in un’intervista alla Stampa. ”Se non ci sarà una

soluzione condivisa, ognuno si assumerà le sue responsabilità. Tra le Regioni abbiamo sempre scelto insieme, trovando l’equilibrio tra i diversi territori. Mi piacerebbe potesse continuare così. La forza delle Regioni è trovare soluzioni che sono diventate soluzioni nazionali. Sono convinto che anche De Luca parteciperà alla Conferenza delle Regioni: ha sempre collaborato in modo costruttivo portando a volte con forza le sue opinioni. Non conosco la situazione della Campania sul numero dei vaccini inviati. Se ci sono stati degli errori nella fornitura è giusto correggerli.

Ogni dubbio deve essere fugato. Quanto al piano per fasce d’età, giovedì alla Conferenza delle Regioni ci confronteremo per trovare una soluzione condivisa. Altrimenti ognuno si assumerà le sue responsabilità. Ricordo a Vincenzo che avevamo già dato un parere positivo sul piano. Il generale Figliuolo giustamente sta procedendo verso la direzione concordata” ha aggiunto Fedriga.

Cgia: lockdown alle tasse e rimborsi più pesanti per altri 80 miliardi

Per allentare la tensione sociale sempre più diffusa in molte categorie del lavoro autonomo, il Governo deve abbandonare la politica dei micro aiuti attuata fino adesso, sostituendola con misure straordinarie in grado di mitigare gli effetti negativi che la crisi pandemica sta producendo. Vista l’urgenza, secondo l’Ufficio studi della CGIA è necessario, ad esempio, “applicare” per l’anno in corso il lockdown alle tasse erariali ed erogare rimborsi più pesanti rispetto a quelli distribuiti fino ad ora. Gli artigiani mestrini stimano in altri 80 miliardi di euro le risorse che il Governo dovrebbe mettere in campo entro la fine di luglio per salvare le attività economiche colpite dalla crisi pandemica. Salvo l’avvento di nuove varianti, grazie alle condizioni climatiche e alla campagna vaccinale, molto probabilmente in piena estate dovremmo essere quasi definitivamente tornati alla “normalità”, ovvero alla situazione pre Covid.

Per evitare che i sostegni che verranno erogati nei prossimi mesi alle imprese siano utilizzati da quest’ultime per pagare imposte e contributi, è necessario “imporre” il lockdown alle tasse erariali, consentendo alle partite Iva e alle piccole imprese di risparmiare quest’anno attorno 28 miliardi di euro. Un importo di dimensioni importanti che, ovviamente, potrebbe essere ridimensionato consentendo l’azzeramento del peso fiscale solo alle attività con ricavi al di sotto di una certa soglia o sulla base della perdita di fatturato. Questo mancato gettito di 28 miliardi è stato stimato ipotizzando di consentire a tutte le attività economiche con un fatturato 2019 al di sotto del milione di euro di non versare per l’anno in corso l’Irpef, l’Ires e l’Imu sui capannoni. Queste aziende, che ammontano a circa 4,9 milioni di unità (pari all’89 per cento circa del totale nazionale), dovrebbero comunque versare le tasse locali, in modo tale da non arrecare problemi di liquidità ai Sindaci e ai Presidenti di regione. Alleggeriti dal peso di un fisco spesso ingiusto, per un anno vivrebbero con meno ansia, meno stress e più serenità. Non solo, ma con 28 miliardi risparmiati metteremo le basi per far ripartire l’economia del Paese.