## Cgie, appello al governo: convochi assemblea d’insediamento

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Roma, 23 nov. (askanews) - Il Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie) chiede al governo e al ministro degli Esteri Antonio Tajani "uno scatto d'iniziativa", convocando "con urgenza" l'assemblea plenaria di insediamento del massimo organo rappresentativo degli italiani espatriati. Il Cgie è in "regime di prorogatio" da metà marzo e nonostante il rinnovo dei membri avvenuto nella prima decade, "non si è ancora riunito" ed è "in attesa della nomina dei consiglieri governativi". "In questi mesi non sono mancate sollecitazioni da parte nostra" e "sottolineando l'anomalia in cui ci troviamo, chiediamo al vicepresidente del consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani di accelerare i tempi e di convocare urgentemente l'assemblea di insediamento", ha detto il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, durante una conferenza stampa.

Secondo Silvana Mangione, vice segretario del Consiglio Generale degli Italiani all'estero con delega per l'area dei Paesi anglofoni extraeuropei, il "primo compito" del prossimo Cgie dovrà essere quello di "rimettere mano alla legge" di riforma dei Comites, che dopo essere arrivata alla Camera si è arenata. In particolare, ha spiegato, occorre "inserire tutti i chiarimenti necessari alla luce di quanto abbiamo vissuto in questi ultimi anni, senza dare in questo modo adito a interpretazioni restrittive".

Da parte sua, il Consigliere del Cgie per l'America latina, Mariano Gazzola, ha auspicato che "il governo dia quanto prima una delega a un sottosegretario". "Il problema madre è la mancanza di un coordinamento politico, deve farlo un sottosegretario che abbia a cuore" le comunità italiane che risiedono fuori dal territorio nazionale, ha sottolineato, prima di lasciare la parola al duro intervento della consigliera per l'Europa, Eleonora Medda. Sugli italiani all'estero, ha detto quest'ultima, c'è un "vuoto istituzionale che non ha giustificazione, né nella prassi del diritto, né politica". "Possiamo capire che ci sono state emergenze, e quindi ci sono stati ritardi nella nomina governativa", ma "credo che le nostre comunità non si meritino questa mortificazione", ha insistito Medda, ricordando che in Europa c'è una situazione di "urgenza" che "riguarda il periodo post Covid, su cui si è stratificata una crisi inflazionistica, energetica, di accoglienza dei rifugiati".

Il Cgie è in regime di prorogatio e nonostante il rinnovo dei consiglieri elettivi, avvenuto nella prima decade di aprile di quest'anno, non si è ancora riunito né per ridefinire i propri assetti interni, né per programmare le future attività. Schiavone ha ricordato che in questo periodo "nessun contatto" ha avuto luogo con la direzione generale per gli italiani all'estero, "salvo scambi di missive". Non siamo venuti neppure in Italia, non c'era la copertura nemmeno per i viaggia", ha precisato, ribadendo che "i rapporti con le varie direzioni del ministero sono avvenuti con telefonate e missive". E fino a quando non si insedierà il nuovo Cgie, ha denunciato Mangione, proseguirà "l'assurda situazione per cui il Cgie uscente, ancora in carica, non potrà riunirsi e portare avanti le sue iniziative, al di fuori dell'ordinaria amministrazione e delle riunioni previste per legge".