Cgil a congresso per secondo mandato Camusso, freddezza con governo

La leader della Cgil Susanna Camusso. REUTERS/Tony Gentile (Reuters)

di Francesca Piscioneri ROMA (Reuters) - Susanna Camusso si avvia al Congresso nazionale di Rimini sicura di essere incoronata come segretario generale della Cgil per il secondo mandato di quattro anni, ma con una organizzazione in affanno per le tensioni interne e il calo delle tessere, e in rapporti freddi con il premier Matteo Renzi. "Abbiamo invitato al Congresso il presidente del Consiglio. Se verrà? C'è un po' di suspense", ha detto Camusso al termine di una conferenza stampa per illustrare le iniziative che dal 1° maggio, alle giornate del lavoro, porteranno al Congresso del 6-8 maggio. A chi le chiedeva quali fossero i rapporti tra Renzi e la Cgil, ha risposto: "Sono alla luce del sole. Il premier ha una sua opinione che ha espresso più volte". Il presidente del Consiglio non ha lesinato nei mesi scorsi critiche a quello che in teoria è il sindacato più vicino al suo partito, il Pd. Ha definito Camusso e il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi "la strana coppia contro le riforme", "la palude", e alle minacce di mobilitazione della Cgil ha risposto: "Ce ne faremo una ragione". Molto più distesi - per simpatia o convenienza politica - i rapporti tra Renzi e il leader 'radicale' della Fiom Maurizio Landini, spina nel fianco della Camusso che sul Testo Unico sulla rappresentanza è stata costretta al referendum per arginare l'opposione dei metalmeccanici all'accordo siglato con Confindustria, Cisl e Uil. I risultati (il 95% degli iscritti si è espresso a favore dell'accordo) dovrebbero mettere la parola fine alla questione, ma la distanze restano. Landini comunque, prima della querelle, aveva aderito alla mozione della Camusso per il Congresso, sostenendone di fatto la rielezione. Unica voce dissonante, che ha ottenuto appena il 2,4% dei consensi nelle oltre 40.000 assemblee dei lavoratori che precedono il Congresso, il documento 'il sindacato è un'altra cosa' dell'ex Fiom, Giorgio Cremaschi. PA: CONCILIARE RESPONSABILITA' E MERITO DIRIGENTI Camusso arriva al Congresso anche con una flessione degli iscritti che nel 2013 sono scesi a 5,686 milioni da 5,712 dell'anno prima. Al centro della relazione del segretario ci saranno i temi del lavoro e delle pensioni. La Cgil resta contraria anche alla versione emendata del decreto approvata dalla Camera che rivede i contratti a termine e apprendistato perché "aumenta la precarietà", e sulle pensioni Camusso torna a chiedere una soluzione strutturale per gli esodati e "una discussione di sistema per mettere i lavoratori a riparo dalle ingiustizie". Commentando l'ipotesi del ministro del Welfare Giuliano Poletti - che riprende quella del predecessore Enrico Giovannini - di rendere più flessibile l'uscita dal lavoro anticipando l'assegno previdenziale che sarà poi gradualmente restituito quando scatteranno i requisiti effettivi per la pensione. "Il 42% delle pensioni è inferiore a 1.000 euro. O c'è il concorso di imprese e Stato oppure il lavoratore si trova poi a dover restituire l'anticipo e ad aver perso contributi [avendo lasciato prima il lavoro]. Sarebbe meglio ragionare", ha detto. L'esecutivo "smetta di annunciare e improvvisare". In vista della riforma della Pubblica amministrazione che sarà oggi esaminata dal governo, Camusso avverte: "Non si mette in condizioni di efficacia una grande macchina come quella della Pa se non si coinvolgono i lavoratori. A farlo contro di loro si farebbe un grande guaio che avrebbe conseguenze complicate". Infine una "sfida" per il premier Renzi in merito alla, possibilità di licenziare i dirigenti pubblici annunciata nella riforma: conciliare il "ruolo di responsabilità con il criterio di ingresso nel pubblico, altrimenti saremo davanti ad una gigantesca nomina della politica". Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su www.twitter.com/reuters_italia