Cgil Lombardia: lavoratori vulnerabili, servono correttivi Dpcm

Mda

Milano, 13 mar. (askanews) - "Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 marzo deve essere corretto. Le attività del commercio al dettaglio possono in larga misura non essere considerate tutte 'di prima necessità' e l'approvvigionamento di prodotti alimentari può essere ugualmente garantito restringendo il nastro orario di apertura durante la settimana e chiudendo almeno la domenica. Così come riteniamo che un identico correttivo vada adottato anche per le attività dei servizi di ristorazione". Lo chiede la Filcams Cgil Lombardia in un comunicato.

Gli addetti del commercio e i lavoratori dei servizi in appalto e del turismo lamentano il mancato rispetto delle norme di sicurezza, delle previsioni sulle distanze, dei dispositivi di protezione, del divieto di assembramento. Denunce che dimostrano la vulnerabilità di questi luoghi di lavoro, ma il Governo non solo non è intervenuto, ma nell'inasprire le restrizioni a tutto il paese non ne ha tenuto conto, si legge nel comunicato del sindacato.

"Se gli addetti di questi settori devono essere in prima linea, come lo sono dal 23 di febbraio, la loro tutela è una precondizione fondamentale e va rispettata e praticata con altrettanto straordinarietà" prosegue la segretaria generale "in assenza di correttivi che contemperino servizi di utilità, servizi essenziali e sicurezza, l'alternativa è il fermo e la chiusura per tutelare le lavoratrici e i lavoratori. Di questa situazione devono farsi carico certo le aziende, le stazioni appaltanti, i committenti pubblici e privati, ma anche le istituzioni nazionali e locali, dai Prefetti ai Governatori delle Regioni ai Sindaci, che hanno la responsabilità della salute dei cittadini".

Siamo consapevoli - prosegue il comunicato - che dalla paura del contagio si passa alla paura di restare senza stipendio o domani senza lavoro. L'emergenza legata al Coronavirus segnerà profondamente il tessuto economico del paese con un'esposizione rilevante dei settori del turismo, del commercio e dei servizi. Alla crescita delle vendite dell'alimentare fa da contrappeso negativo il calo dei consumi nel no food con centinaia di negozi che già in queste ore - con o senza Decreti - stanno comunque chiudendo o lavorando con forti contrazioni e la cui sostenibilità è difficile da prevedere.

Bar, ristoranti, alberghi, l'intera filiera del turismo è già stata impattata profondamente e migliaia sono già le richieste di interventi agli ammortizzatori sociali per sostenere il reddito dei lavoratori e non disperdere professionalità. Così come, la chiusura delle scuole ha lasciato a casa fino al 3 aprile oltre 50mila addetti mensa.

"Abbiamo condiviso - ha affermato la segretaria generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli - le dichiarazioni di esponenti del Governo che hanno detto che in questa crisi nessuno perderà il lavoro, per questo auspichiamo un intervento sugli ammortizzatori in cui nessuno venga lasciato indietro a partire dalle figure più fragili del mercato del lavoro spesso invisibili, come i lavoratori stagionali, i contratti a termine, i portieri degli stabili, le colf e le badanti, gli addetti degli studi professionali".