Che cosa è la nomofobia e come il M5s vuole sconfiggerla

giovanni lamberti

La paura incontrollata di rimanere sconnessi dalla rete di telefonia mobile, la dipendenza dagli smartphone, l'abuso dei social network. Si tratta di una vera e propria malattia. Si chiama nomofobia (dall'inglese no-mobile-phone-phobia) e coinvolge soprattutto i ragazzi dai 18 ai 25 anni.

Una malattia che i Cinque stelle mirano a debellare. Anche grazie ad una proposta di legge - depositata a Montecitorio, prima firmataria la deputata Vittoria Casa e sostenuta da buona parte del gruppo - in cui si chiede al governo di intervenire per "prevenire e curare" un fenomeno in aumento esponenziale anche in Italia.

Visto che ci sono adolescenti che "restano connessi fino a notte inoltrata per chattare e per postare foto, pensieri e stati di animo". Veri e propri "vampiri" che - fanno notare i promotori della legge - "sembrano vivere la propria vita sociale nelle ore notturne, sentendosi poi stanchi, fiacchi e inconcludenti nelle ore diurne, nelle quali dovrebbe svolgersi la loro vera vita adolescenziale, con ripercussioni sulla vita personale, scolastica e lavorativa".

I pentastellati propongono corsi di recupero in strutture socio-sanitarie, campagne informative e riabilitative, misure di sostegno, un vero e proprio piano d'azione con tanto di tavolo interministeriale da istituire presso la presidenza del Consiglio.

L'obiettivo è quello di puntare in primo luogo nelle scuole "all'educazione all'uso consapevole della rete Internet e dei social network", attraverso corsi di formazione tenuti da esperti in materia di prevenzione e di cura delle dipendenze e a programmi specifici diretti ai genitori degli studenti, "volti a consentire l'individuazione dei comportamenti a rischio dei loro figli".

M5s chiede la collaborazione, oltre che dell'esecutivo, della Polizia postale, del ministero dell'Istruzione, del dicastero della Salute, dell'Agcom, dell'Autorità per l'infanzia e l'adolescenza, del garante per la privacy, delle associazioni di studenti e dei genitori.

Affinché si arrivi a costituire delle linee guida per "la prevenzione e il contrasto della nomofobia nell'ambito sociale e scolastico". "Il termine nomofobia è ancora poco diffuso ma il problema che indica è sempre più frequente", spiegano i promotori della proposta di legge. Chi ha una dipendenza patologica da Internet? Chi usa continuamente il telefono cellulare trascorrendo tutto il tempo della giornata, chi ha "sempre con sé uno o più dispositivi e il caricabatterie, per evitare di restare con il telefono cellulare scarico".

Ecco altri sintomi: "Il voler mantenere sempre il credito; il vivere stati di ansia e di nervosismo al solo pensiero di perdere il proprio telefono cellulare o quando esso non è disponibile o non utilizzabile; il monitoraggio costante dello schermo del telefono cellulare, per vedere se sono stati ricevuti messaggi o chiamate; l'andare a dormire con il telefono cellulare o con il tablet".

Che cosa è la nomofobia

Per nomofobia si intende "l'uso ossessivo dei dispositivi di telefonia mobile e la paura incontrollata di perdere la connessione con la rete Internet, che provocano dipendenza e problemi di tipo psico-sociale". E' una patologia che "puo' causare stati di ansia, malessere, irrequietezza e aggressività fino a generare una vera e propria dipendenza patologica poiché non si riesce più a fare a meno di una connessione Internet".

"Secondo David Greenfield, professore di psichiatria all'università del Connecticut, l'attaccamento allo smartphone - rimarcano ancora i promotori della proposta di legge - è molto simile a tutte le altre dipendenze in quanto causa delle interferenze nella produzione della dopamina, il neurotrasmettitore che regola il circuito celebrale della ricompensa: in altre parole, incoraggia le persone a svolgere attività che credono gli daranno piacere. Così ogni volta che vediamo apparire una notifica sul telefono cellulare sale il livello di dopamina, perché pensiamo che ci sia in serbo per noi qualche cosa di nuovo e di interessante".

"Il problema, però, è che - si sottolinea - non si può sapere in anticipo se accadrà veramente qualche cosa di bello, così si ha l'impulso di controllare in continuazione il cellulare innescando lo stesso meccanismo che si attiva in un giocatore di azzardo".

"La situazione - rimarcano inoltre i pentastellati - risulta ancora più allarmante per i giovani" visto da un'indagine del 2017 dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza emerge un quadro veramente preoccupante: 8 adolescenti su 10 hanno questa paura e il 50 per cento riferisce che il solo pensiero che ciò possa accadere lo fa star male e gli fa sperimentare uno stato ansioso".

Per questo motivo "l'uso e l'abuso di Internet e dei social media da parte dei minori risulta, sempre più ossessivo e dipendente dal momento che essi sembrano non avere altri svaghi e distrazioni se non quelli offerti dai luoghi - non luoghi - virtuali e da piattaforme come Facebook, Instagram e WhatsApp perdendo sempre più interesse per il mondo che li circonda".

Non si tratta certamente di un fenomeno in diffusione solo in Italia. Secondo l'ente di ricerca britannico Yougov più del 50% dei ragazzi inglesi infatti va a dormire insieme al telefono e manifestano "gravi alterazioni" del comportamento quando il cellulare è con batterie scariche o finisce il credito disponibile.