Che cosa significa il movimento #EndSARS per le nuove generazioni in Nigeria

Di Chidozie Obasi
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Photo credit: NurPhoto - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

La Nigeria sta affrontando la più grave crisi sociopolitica dalla fine della sanguinosa guerra del Biafra nel 1966, un periodo che risaliva immediatamente dopo al colonialismo Britannico. Permangono, inoltre, nel paese numerose tensioni: per il momento le ipotesi di una nazione civile sembrano poco probabili. L’evoluzione della situazione politica nigeriana ha inoltre scatenato nuove proteste da inizio ottobre, che minano non solo il benessere del popolo, ma la stabilità della nazione stessa. Ad aggravare la situazione già instabile è stato un video di un ufficiale, che si pensava appartente alla SARS, che lo mostrava intendo ad uccidere un uomo nella zona Sud dello stato del Delta. Per questo motivo le prime avvisaglie di un movimento rivoluzionario sono state dirette contro le forze dell’ordine, in particolare contro la Special Anti-Robbery Squad (SARS), unità Speciale della polizia nigeriana che è stata accusata di abuso di potere e violazione di diritti umani. Le accuse rivolte a questo comparto della polizia armata riguardano principalmente condotte deplorevoli che vanno avanti almeno dal 1992, anno in cui sorsero i primi movimenti #EndSARS.

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In un momento quindi in cui già il livello di tensione era alto a causa dei partiti estremisti sempre più attivi nel paese, i servizi di sicurezza e i manifestanti si sono scontrati proprio sul tema delle vessazioni da parte squadre speciali antirapina, già in precedenza accusate da Amnesty International di aver commesso violazioni imperdonabili sul piano dei diritti dell’uomo. Sebbene dunque alcuni sostengano che i servizi di sicurezza abbiano dato il via manifestazioni pacifiche mentre altri affermano che siano stati i manifestanti stessi ad attaccar briga nei confronti della SARS, certo è che secondo i dati di Amnesty International, almeno una dozzina di persone sono state uccise in questi moti e che Lagos è stata posta sotto un coprifuoco di 24 ore su 24.

Lettori e spettatori potrebbero essere sorpresi da quanta attenzione mediatica ha attirato questo evento, dato che atti di violenza ben peggiori si verificano regolarmente in gran parte del continente Africano, come in Burkina Faso, Algeria e Congo, senza mai diventare notizie che fanno il giro del mondo. Questo è accaduto perché la situazione della Nigeria è diversa, sia in quanto paese più popoloso del continente sia in quanto più grande economia dell'Africa, il che significa che non può essere ignorata. Ad aggiungersi inoltre, c’è il fatto che la popolazione nigeriana emigrata all’estero è caratterizzata da un forte patriottismo e sente molto vicine le vicende della Terra Madre, il che aiuta molto nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica su quanto accade nel paese d’origine.Questi atti di violenza sono quindi diventati così rapidamente virale che molte celebrità americane e non solo, si sono fatte sentire sui social media in prima persona per offrire il proprio sostegno ai manifestanti anti-SARS.

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Un punto di svolta per la nazione per garantire una transizione a uno stato di pace potrebbe venire dalle generazioni più giovani del paese che non si arrendono ad accettare lo stato attuale dei fatti e che potrebbero avere un ruolo fondamentale nel determinare quali scenari prenderanno forma dalle rivolte attuali. “Noi cittadini chiediamo solo di essere trattati umanamente dalla polizia”, ha spiegato lo stilista e attivista Nigeriano Adebayo Oke-Lawal ad Harper’s Bazaar Italia. “Tutto ciò che abbiamo preteso è che l'ente poliziesco SARS venga fermato una volta per tutte: il comparto è stato costruito principalmente per proteggere mentre continua a macchiarsi di crimini come stupri e violenze. Non è normale e non è accettabile. Tutto ciò che abbiamo chiesto è di poter vivere la nostra vita di giovani adulti senza la paura di poter essere assassinati in questo paese. Invece di ascoltare i nostri pianti e la nostra disperazione, le forze di potere hanno sempre trovato il modo di mettere a tacere le nostre proteste pacifiche, schierando addirittura le forze della polizia. Questo è l’alba di un nuovo risveglio per noi giovani nigeriani e, ora più che mai, aspetto con ansia le prossime elezioni del 2023. Noi, come generazione, non ci arrenderemo finché non ci sarà vera giustizia”, ha concluso.

Si innescano nuove speranze, dunque, per la popolazione nigeriana, che auspicano ad un cambiamento in virtù di un futuro privo di tribolazioni.