Che fine ha fatto Pino Pagano, l'aspirante suicida salvato da Baudo a Sanremo nel 1995?

Pino Pagano, il contestatore dell’Ariston, con Pippo Baudo

Durante la prima serata del Festival 2018 c’è stata l’invasione di un contestatore durante il monologo di Fiorello. Un fatto non inusuale a Sanremo: nel 2014 alcuni operai minacciarono di buttarsi da delle travi – edizione condotta da Fabio Fazio – e nel 1995 ci fu lo storico tentativo di suicidio da parte di Pino Pagano.

Fu proprio quello, nel 1995, il tentativo capostipite: il maglioncino da sci, Baudo che arriva a prenderlo sulla balaustra, i carabinieri immobili, i sospetti immediati di una romanzata, il bacio al presentatore e le promesse. Tutte queste cose sono ora nella storia della tv, ma Pino Pagano non ne è poi così fiero.

Ora l’uomo ha 61 anni, prende 280 euro di pensione di invalidità visto che ha un polmone in meno rispetto ad allora, quando 17 milioni di italiani lo videro compiere un gesto folle. Intervistato da Vanity Fair, Pagano ha spiegato che quella di allora fu una “cazzata” di cui “è pentito”. Potesse tornare indietro, dice, non lo farebbe più.

“Nel frattempo ho fatto scuola, pare. Io il Festival non lo guardo, ne ho fin sopra i capelli”, dice. Pagano fu denominato ‘maratoneta del suicidio’, visto che aveva minacciato di buttarsi, oltre che a Sanremo, anche a Firenze, Bologna e Parigi. “Se avessi voluto suicidarmi davvero, sarei andato al primo ponte” – spiega – “a Sanremo volevo un trampolino di lancio. Volevo diventare famoso e smettere di fare consegne in Emilia. Non era vero che ero disoccupato“.

Poi racconta quella serata: “al bar in galleria mi riempii di Montenegro per farmi coraggio. C’era Luciano De Crescenzo. Lo avvicinai chiedendogli consigli per come pubblicare un libro, ma lui rispose che non poteva farci niente, dovevo cercarmi un editore. Poi cominciò la serata e andai. Una vecchietta con la pelliccia di volpe rifiutava di spostarsi per farmi passare. Mi chiedeva dove volessi andare. “Spostati dai coglioni”, le dissi, la tirai via e scavalcai. Il resto è storia“.

All’epoca si parlava già di evento orchestrato ai fini dell’audience. “Non ho contattato direttamente Pippo, ma persone vicine a lui“, dice Pagano senza entrare nel dettaglio. “Dopo il gesto Baudo mi diede 500 mila lire. Oggi gli direi: ‘Non t’avessi mai incontrato’… infatti dopo quella sera feci qualche soldo con ospitate nei locali, feci un disco con Umberto Maggi ex bassista dei Nomadi, intitolato Martina, e poi nel 2000 ebbi un tumore. Da quel giorno non ho più lavorato, sono ormai vecchio e troppo malato. Dipendo da mia moglie, che lavora come domestica”.

Forse non sapremo mai tutti i dettagli di quella sera. Sappiamo solo che Pino non ha ottenuto la notorietà che bramava all’epoca.

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