Che succede se il Pd si stufa del M5s. Parla Goffredo Bettini

“Stufi per un certo andazzo”. È risoluto Goffredo Bettini, il maestro e “padre spirituale“ del segretario del Pd Nicola Zingaretti, ideatore del “modello Roma”, l'uomo che ha tessuto i rapporti tra Pd e Grillo. In un'intervista al Corriere della Sera dice che di fronte ai 5 Stelle che vogliono fermare il Mes, bloccare la riforma delle autonomie e le alleanze alle Regionali con il Pd, i dem sono “stufi per un certo andazzo sì” e che “ci vuole maggior e coesione e lealtà”. E quanto a Salvini “ha politicizzato lo scontro tra la destra e i progressisti. Non ci sono più zone grigie e intermedie. Anche i 5 Stelle debbono scegliere. E stanno pienamente dentro questo travaglio”.

Pertanto la mente ispiratrice del governo giallorosso, si augura vivamente che “Conte a gennaio concordi un'agenda su cui l'intera maggioranza si possa confrontare e decidere”, dopo di che “ci vuole più disciplina e più responsabilità” taglia corto Bettini che aggiunge anche: “Rispetto il travaglio dei 5 Stelle. Va bene che tra noi non sia un matrimonio; neppure un fidanzamento. Ma non si può ridurre questo governo a una scappatella domenicale per uno svago occasionale”.

Secondo il dirigente dem “i problemi italiani sono enormi” e dunque “o si affrontano con efficacia o è inutile stare al potere”. E in ogni caso nonostante “l'andazzo”, Bettini tuttavia dice: “Non sono pessimista. C'è la possibilità di rovesciare l'orientamento dei tanti italiani che hanno votato la destra. Ma occorre più chiarezza di idee e tanta determinazione”, intima. Perché in Italia, spiega, “non c'è solo un problema di reddito per i ceti medio-bassi. Ci sono il dolore e la solitudine dei cittadini che si sentono dimenticati, marginali e privi di voce . Al di là delle polemiche mediatiche, il governo ha fatto sentire la sua presenza in tanti campi”. E li enumera: “Il dramma dell'Ilva è stato messo sui binari giusti. L'Iva non aumenterà. Nella finanziaria ci sono decisioni chiare di giustizia sociale, di impegno sugli investimenti, di sostegno alle famiglie e al Mezzogiorno”.

Secondo Bettini, poi, “Su spinta in particolare del ministro Provenzano, le risorse, per esempio, per tenere aperte le scuole al Sud, anche nel pomeriggio, e per intervenire nelle aree interne, fino ad oggi assai poco valorizzate, vanno nella direzione dell'inclusione e di una nuova rappresentanza”.

E su Pierluigi Castagnetti che si è chiesto se non sia il caso di calare il sipario sul governo, visto appunto “l'andazzo”, Bettini replica che se anche un uomo come Castagnetti, in genere “di grande saggezza, pronuncia parole così gravi, significa che nelle prossime settimane, approvata la manovra di bilancio, o si cambia musica o finisce la musica”.

Anche se il dirigente dem ragiona: “Comunque, andare subito al voto qualche mese fa sarebbe stato un azzardo” mentre “accettare la sfida, invece, ha permesso almeno tre risultati importanti” come evitare “la bancarotta del Paese e l'uscita dall'Euro” oltreché “rimuovere una posizione di isolamento ideologico del Pd e ricominciare a fare politica” e anche “a promuovere una classe dirigente europeista e di grande qualità”, a partire da Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri. “Oggi, grazie anche a quella sfida – dice Bettini – si è affermato di fatto uno schema bipolare: il campo democratico e la destra” e questo “ci permette di combatter e assai meglio nelle prossime prove elettorali” aggiunge.

Quindi una considerazione sul Mes, oggetto di uno scontro feroce nel governo, per il quale Berttini dice che ritiene che “la soluzione la troveranno Conte, i ministri e la maggioranza di governo” mentre lui pensa che il Mes “vada approvato” in quanto non è altroc che “un'assicurazione comune sulla stabilità finanziaria e l'integrità della zona euro”. Peraltro, aggiunge Bettini, “la riforma in discussione è stata definita nelle sue linee portanti già nel dicembre dell'anno scorso. Non ci sono novità, se non il fatto che si attribuisce al Mes una funzione di sostegno con maggiori risorse per il fondo di risoluzione delle crisi bancarie”.

Dulcis in fundo: non è da rivedere la teoria dell'alleanza con i grillini da lui stesso ispirata, chiede il quotidiano? Risposta di Bettini: “L'alleanza con i grillini è un processo che fin dall'inizio abbiamo previsto come difficile e impegnativo. I Cinque Stelle sono un mondo complesso. Sono sia di sinistra che di destra. E il loro collante è stata l'antipolitica. Ma questo spazio si è ora drasticamente ridotto per loro. Le sardine dimostrano che ritorna la politica, anche se in forma non partitica”.