Che succede in Senato se Italia viva si sfila

Serenella Ronda

La maggioranza che sostiene il governo Conte II può contrare al Senato su 164. Precisamente: 98 senatori del Movimento 5 stelle; 36 senatori del Pd; 17 senatori di Italia viva; 6 senatori del gruppo delle Autonomie; 5 senatori di Leu; 2 senatori di Maie. Dunque, sulla carta, i giallorossi raggiungono e oltrepassano la 'soglia di sicurezza' della maggioranza assoluta, fissata a 161, per soli 3 voti.

A questi numeri tuttavia, a seconda delle varie votazioni e in diverse occasioni, si sono finora aggiunti anche i voti di alcuni senatori ex M5s e di alcuni senatori a vita, numeri che hanno via via 'puntellato' la maggioranza. La situazione pallottoliere diventerebbe critica a palazzo Madama in caso di fuoriuscita dalla maggioranza di Italia viva, o di voto difforme dei renziani dal resto dei giallorossi, ipotesi che potrebbe verificarsi sul fronte giustizia.

Quanti "responsabili" servirebbero?

Senza i 17 senatori di Iv la maggioranza - considerata nel suo perimetro ufficiale - scenderebbe infatti a quota 147. Le opposizioni possono contare al momento su 139 voti (61 senatori di Forza Italia; 60 senatori della Lega; 18 senatori di Fratelli d'Italia). Se i 17 senatori renziani dovessero votare su un provvedimento assieme alle opposizioni, il numero complessivo salirebbe a 156: quindi, sempre restando nel novero delle ipotesi e sempre considerando i numeri ufficiali dei vari gruppi, sarebbero 9 i voti rispetto alla maggioranza. I giallorossi avrebbero dunque bisogno del 'soccorso' esterno di almeno 14 'responsabili' per puntare ad avere la maggioranza assoluta di 161 voti.

Va considerato, tuttavia, che l'attuale maggioranza, come ricordato prima, finora ha potuto contare anche sui voti di diversi senatori ex M5s (tra i 5 e i 7), e sui senatori a vita. Il che fa salire l'asticella dei giallorossi - se eventualmente 'orfani' di Iv - a quota 154-158.