**Chef: Vissani, 'oggi in cucina manca l'umiltà, tutti voglio andare in tv'**

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Roma, 20 nov. (Adnkronos) – “Anziché a cucinare, oggi i cuochi aspirano ad andare in televisione, dove si guadagna e non si hanno spese. Ma la cucina è una cosa e lo spettacolo un’altra". Lo dice Gianfranco Vissani parlando con l'Adnkronos in occasione del suo prossimo 70esimo compleanno, precisando subito, e smarcandosi da una possibile e facile obiezione, che "quando facevo Uno Mattina, io davo consigli e ricette, correggevo gli errori dei telespettatori ai fornelli, portavo avanti e diffondevo la cultura culinaria, non facevo uno show. Invece oggi siamo circondati ovunque da gente che si vanta di sapere e che ti snobba, e da radical chic che non sanno nulla”.

"La pianta, diceva mio padre, si piega quando è piccola – prosegue lo chef di Casa Vissani, a Baschi, parlando dei giovani cuochi – altrimenti dopo è troppo tardi. Oggi l’agricoltura soffre, non si trova il personale. Vogliono tutti essere subito dirigenti e chef, non vogliono fare sacrifici, si considerano degli ‘schiavi’, mentre soprattutto all’inizio ci vuole umiltà, oltre a una grande sensibilità. Anche la giacca nera che ora indossano in cucina è il segno dei tempi: si sentono più alla moda, già arrivati, mentre invece dovrebbero vestire di bianco per vedere se sono sporchi di sugo. Ancora – insiste – i giovani dovrebbero capire che il punto di partenza è legato sempre alla tradizione, non ai piatti che si realizzano con i sifoni e con l’azoto. Mentre gli chef, mi piacerebbe che per il mio compleanno mi facessero il regalo di non essere gelosi delle proprie ricette: i segreti non servono a niente ed è giusto che i professionisti trasmettano ciò che sanno ai ragazzi”.

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