Chelazzi (Iccs): intervento di cataratta, pratica sempre nuova

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Milano, 27 ott. (askanews) – Nuove tecniche chirurgiche, terapie perioperatorie, scelta della lente intraoculare: sono alcuni dei temi trattati nell’annuale simposio di oculistica promosso – sotto la direzione scientifica del dottore Paolo Chelazzi – da ICCS, l’Istituto clinico Città Studi di Milano e dedicato quest’anno alle novità della chirurgia della cataratta. “Quest’anno abbiamo scelto come argomento la chirurgia della cataratta che per quanto possa sembrare una patologia ormai nota, oggi in un campo oftalmologico rappresenta per alcuni versi una ‘novità’; in particolare per quanto riguarda la scelta del cristallino artificiale che viene impiantato durante l’intervento di cataratta e quindi che dà la possibilità di scegliere anche una correzione visiva – spiega Paolo Chelazzi responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica all’Istituto clinico città studi di Milano – Abbiamo parlato anche delle nuove tecniche chirurgiche: se fino a qualche anno fa la cataratta poteva essere rimossa solo con gli ultrasuoni, oggi esiste la possibilità di farlo anche con il laser, quindi con delle tecniche più innovative e meno invasive. E poi abbiamo parlato anche della terapia perioperatoria per la quale c’è una certa discordanza di visioni a tra i vari centri che effettuano questo tipo di terapia. E alla luce anche dell’antibiotico-resistenza che sei sempre più sviluppata negli ultimi anni abbiamo parlato di quella che è la maggior migliore opportunità da un punto di vista terapeutico nel trattamento di questi pazienti prima e dopo l’intervento”.

Tra le diverse tematiche trattate nel web-simposio, particolare interesse ha suscitato il confronto sulle criticità dei trattamenti antibiotici in concomitanza dell’intervento di cataratta, che – va ricordato – è ad oggi l’intervento chirurgico, non solo in campo oftalmologico, più diffuso al mondo. “Parliamo di diversi milioni di persone che tutti gli anni vengono operati non solo in Italia ma in tutto il mondo – conferma Chelazzi – e di conseguenza se fino a qualche anno fa era una consuetudine diffusa utilizzare gli antibiotici nel pre operatorio e nel post operatorio parliamo di milioni di utilizzatori di antibiotici; e questo naturalmente non può che aumentare l’antibiotico-resistenza. Consideriamo che il rischio di infezione nell’intervento di cataratta è estremamente basso e quindi ci si chiede se è il caso o meno utilizzare gli antibiotici in maniera così diffusa e per così tanto tempo, oppure se è il caso di utilizzarli meno o addirittura non utilizzarli se non in alcuni casi particolari che sono magari più facilmente possono andare incontro ad una infezione”.

Gli incontri scientifici promossi da ICCS contribuiscono a rafforzare il legame della struttura ospedaliera con il suo territorio di riferimento, consentendo la diffusione di conoscenze e competenze tra i diversi operatori sanitari e favorendo così una collaborazione tra professionisti più consapevole e quindi più efficiente, a miglior beneficio del paziente. “L’oculista ambulatoriale invia in ospedale i pazienti affetti da cataratta e li riprende in carica nel momento in cui hanno affrontato l’intervento e sono guariti. Quindi quello che c’è in mezzo, dalla visita pre-operatoria, alla possibilità di una scelta della tecnica chirurgica, alla scelta del cristallino e della terapia perioperatoria è una cosa che generalmente l’oculista ambulatoriale non conosce. – conclude Chelazzi – Lo scopo di questi corsi, articolati argomento per argomento, è proprio quello di esporre e di far conoscere all’oculista ambulatoriale quello che noi svolgiamo in ospedale”.

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