A Cherasco torna il più grande festival italiano sull'elicicoltura

Red/Apa

Roma, 16 set. (askanews) - Torna a Cherasco dal 27 al 30 settembre il più grande festival dedicato all'Elicicoltura: "Noi le chiamiamo chiocciole". Cherasco sarà invasa dal popolo delle chiocciole con il 48° Incontro internazionale di elicicoltura e il 14° Festival della chiocciola in cucina. Saranno quattro giorni dedicati interamente all'economia circola della Chiocciola e caratterizzati da momenti formativi, convegni, visite guidate, enogastronomia, cosmetica, e tanto altro. I momenti principali per quanto riguarda la parte più tecnica saranno sabato 28 settembre con la Giornata Informativa, domenica 29 con il convegno tecnico scientifico, il villaggio del Benessere di S'Agapò, la dimostrazione dell'estrazione della bava con MullerOne. Tante poi le proposte gastronomiche, dalla cena "a quattro mani" al pranzo popolare per arrivare alla "cena stellata".

Durante la quattro giorni saranno presenti delegazioni da tutto il mondo, dal Marocco alla Cina alla Georgia. Oggi sono 870 gli allevamenti elicicoli sul territorio italiano. Di questi 550 seguono il Disciplinare Chiocciola Metodo Cherasco. A lanciare la sfida è stato tre anni fa Simone Sampò, presidente dell'Associazione Nazionale Elicicoltori e direttore dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura. Alla base del Disciplinare c'è un metodo di allevamento a ciclo naturale all'aperto, l'alimentazione solo a base di vegetali, la migrazione naturale. Chiocciola Metodo Cherasco rientra a pieno titolo nell'economia circolare, nulla diventa rifiuto ma tutto è utile ed utilizzato, creando economie parallele a quella principale, in un'ottica di rispetto ambientale e garanzia del prodotto.

Il volume di affari annui legato al mondo elicicolo italiano è di circa 220 milioni e sono oltre 9.200 gli addetti nell'indotto. L'80% delle chiocciole che arrivano sul mercato è ancora appannaggio delle chiocciole di raccolta, ovvero animali che vengono raccolti e non allevati. Questo comporta l'impossibilità di controllare la materia prima che può essere contaminata perchè cresciuta in terreni non soggetti a controlli e a farne le spese è anche la carne che presenta caratteristiche organolettiche basse dovute alla mancanza di controllo su età dell'animale e alimentazione. Per colmare il gap di produzione da chiocciole di allevamento, quindi garantite e sicure, servirebbero ancora 3.500 ettari adibiti a produzione. La bontà del Metodo Chiocciola Cherasco è riconosciuto anche dall'incremento negli anni del suo valore: nel 2010 era di 3 euro al chilo, salito nel 2019 a 5,50.

Chiocciola Metodo Cherasco non viene utilizzato solo in Italia ma ha varcato i confini ed oggi sono 14 i Paesi nel mondo che lo adottano: Libano, Spagna, Grecia, Marocco, Tunisia, Malta, Giordania, Georgia, Ungheria, Bulgaria, Francia, Croazia, Serbia, Australia.