Chi è al-Baghdadi, il terrorista più ricercato del pianeta

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Era il 16 giugno del 2017, quando il ministero della Difesa russo diffuse la notizia che il leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi era forse rimasto ucciso il 28 maggio in un raid alla periferia di Raqqa, nel nord della Siria. Da allora, nessuna certezza sulla sorte del 'califfo'. Il terrorista più ricercato del pianeta è stato dato in più occasioni per morto o ferito anche dalle autorità irachene. Poche sono le notizie certe su al-Baghdadi. Si ritiene sia nato a Samarra, a nord di Baghdad, nel 1971. Venne catturato a Falluja ed è stato prigioniero degli americani in Iraq per dieci mesi, fra febbraio e dicembre 2004. Al-Baghdadi si rivelò al mondo cinque anni fa. All'inizio del luglio 2014, poche settimane dopo che l'Isis aveva preso il controllo della città di Mosul, al-Baghdadi apparve in un video che lo ritraeva nella moschea Al-Nouri mentre pronunciava un sermone in cui ordinava ai fedeli musulmani riuniti di obbedirgli e si autoproclamava "califfo" di un territorio che si estendeva dalla Siria all'Iraq, ovvero dalla provincia di Aleppo fino a quella di Diyala. 

Da allora, si sono succedute le drammatiche e sanguinose tappe dell'ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Nell'agosto del 2014, i miliziani dell'Isis avviano nel nord dell'Iraq il massacro e la riduzione in schiavitù di migliaia di appartenenti alla minoranza religiosa degli yazidi, e cominciano a diffondere una serie di video nei quali vengono mostrate le decapitazioni di ostaggi occidentali. Nel settembre dello stesso anno, gli Stati Uniti danno il via ad una campagna di bombardamenti, colpendo anche la 'capitale' dell'Isis, Raqqa.  

Nel gennaio del 2015, lo Stato Islamico è all'apice della sua espansione territoriale, con il controllo di un'area di 88mila chilometri quadrati, tra la Siria occidentale e l'Iraq orientale, nella quale vivono quasi 8 milioni di persone. Le entrate dell'Isis ammontano a miliardi di dollari, grazie al contrabbando del petrolio, alle estorsioni e ai rapimenti di ostaggi. Nel marzo 2016, le forze militari del governo siriano riconquistano l'antica città di Palmira, che poi verrà persa di nuovo nel dicembre dello stesso anno e definitivamente riconquistata nel marzo 2017. A luglio dello stesso anno, le forze irachene liberano Mosul, ma il prezzo pagato è altissimo. In 10 mesi di battaglia muoiono migliaia di civili, la città viene in gran parte distrutta e circa 800mila persone perdono le loro abitazioni. 

Nell'ottobre 2017, le Forze democratiche siriane (Sdf) riprendono il controllo di Raqqa, mettendo fine a tre anni di dominio dell'Isis. A dicembre, il governo iracheno dichiara la vittoria contro lo Stato Islamico, riprendendo il controllo del confine tra Iraq e Siria. A febbraio di quest'anno, il presidente Usa Donald Trump dichiara che l'Isis è prossimo alla sconfitta, dopo settimane di battaglia per la riconquista degli ultimi territori in mano jihadista, lungo il confine siriano-iracheno. Il 23 marzo, le milizie curde-siriane dell'Sdf annunciano la caduta di Baghuz, l'ultima roccaforte dell'Isis. E' "la totale eliminazione del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100 per cento dell'Isis". Il 29 aprile, la ricomparsa in un video del 'califfo' al-Baghdadi, la prima in cinque anni, per rivendicare la strage di Pasqua nello Sri Lanka. Oggi l'annuncio di Trump: "Al-Baghdadi è morto".