Chi è Chico Forti: un mistero giudiziario che dura da oltre vent’anni

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Chi è Chico Forti, l’italiano che da oltre vent’anni è rinchiuso all’interno del penitenziario di Florida City, negli Stati Uniti, per un omicidio che lui sostiene non aver mai commesso. Recentemente il caso di Chico Forti è tornato di grande attualità presso i mezzi d’informazione italiani, soprattutto grazie alla battaglia che da due decenni gli amici e i familiari dell’uomo stanno combattendo al fine di poter riaprire il processo a suo carico. Vediamo assieme la sua biografia e come Forti sia finito coinvolto in un misterioso caso giudiziario che vede contrapposte le istituzioni di Italia e Stati Uniti.

Chi è Chico Forti

Nato con il nome di Enrico Forti a Trento, nel 1959, Chico Forti è fin da ragazzo un grande amante degli sport estremi, passione che lo porta a conseguire notevoli risultati nel windsurfing fino all’incidente automobilistico del 1987 che lo costringe ad abbandonare l’attività. Forti però si reinventa produttore televisivo, e grazie ad una grossa somma di denaro vinta nel gioco a premi Telemike riesce a trasferirsi negli Stai Uniti nel 1992.

Una volta qui Forti diventa noto per i suoi documentari sugli sport estremi, incontrando negli Usa quella che sarà la sua futura moglie, Heather, dalla quale avrà tre figli: Savannah Sky (1994), Jenna Bleu (1996) e Francesco Luce (1998), quest’ultimo nato due anni prima che Forti venisse condannato all’ergastolo.

La vicenda giudiziaria

Il caso giudiziario di Chico Forti inizia il 15 febbraio del 1998 quando Dale Pike (figlio di Anthony Pike, dal quale Forti stava acquistando un albergo a Ibiza) viene trovato morto sulla spiaggia di Sewer Beach. Da subito le autorità statunitensi accusano Forti di aver ucciso Pike durante l’esecuzione di una truffa ai suoi danni. Particolare che è stato tuttavia smentito da Thomas Salme, il regista svedese che sta girando un documentario sul caso Forti e che ritiene sia stato invece lo stesso Forti ad essere stato truffato da Anthony Pike, in quanto l’albergo che gli stava per vendere non era più di sua proprietà.

Sempre Salme sottolinea inoltre come per l’omicidio di Dale Pike non sia stata mai trovata alcuna prova, e che le autorità Usa abbiano condannato Forti sulla base di supposizioni volte confermare la colpevolezza dell’italiano. Sulla scena del delitto non è mai stato rinvenuto il Dna di Forti ne tanto meno le sue impronte digitali, ma nonostante ciò l’uomo è stato condannato all’ergastolo nel 2000 e da allora sta scontando la sua pena nel Dade Correctional Institute di Florida City.

Recentemente, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro ha espresso la volontà di chiedere la grazia al governo Usa, un atto che potrebbe ridare speranza a un uomo dichiaratosi innocente fin dal primo giorno che ha varcato le soglie della prigione.